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09.01.2014

Amianto, monitorate anche le scuole

Capannoni con coperture in amianto
Capannoni con coperture in amianto

VICENZA. Ventimila euro spesi in tre anni, altri 5 mila pronti a essere erogati e tanto lavoro da fare. Edifici pubblici, case, uffici e attività industriali. Prosegue la battaglia del Comune contro l'amianto. La sfida fino a questo momento ha portato l'amministrazione a raccogliere 32 tonnellate di materiale in tre anni. «Ma - spiega l'assessore alla progettazione Antonio Dalla Pozza - non è ancora finita». Tanti sono i punti da monitorare. In primis le scuole «dove - ammette - è presente ancora del materiale».
IN ATTESA. Impossibile al momento individuare gli edifici scolastici che ancora “ospitano” l'amianto. Il Comune, che ha presentato ieri la nuova campagna per la micro raccolta del materiale pericoloso, non ha fornito l'elenco, che, fanno sapere, con ogni probabilità sarà reso noto nei prossimi giorni.
INTERVENTO TERMINATO. In attesa dei dati della mappatura avviata da palazzo Trissino (che dovrà essere successivamente inviata ad Arpav), è possibile conteggiare il materiale raccolto finora. Dal 2010 ad oggi, grazie a un finanziamento complessivo di 20 mila euro, l'amministrazione comunale ha contribuito allo smaltimento domestico di oltre 3.500 metri quadrati di coperture ondulate contenenti amianto, pari a 32.200 chilogrammi di materiale rimosso in 85 differenti interventi. «Parliamo di operazioni limitate - specifica Dalla Pozza - che hanno riguardato principalmente le abitazioni. Si pensi ad esempio  ai rivestimenti delle canne fumarie. Altri Comuni hanno fornito ai cittadini il kit per la rimozione diretta del materiale. Noi abbiamo ritenuto che la forma del contributo fosse più valida, per evitare rimozioni incaute e smaltimenti non corretti. Gli 85 interventi eseguiti fino ad oggi sono un numero significativo».
NUOVE OPERAZIONI. E non è finita qui. L'amministrazione comunale ha deciso di continuare la battaglia, calando sul tavolo altri 5 mila euro, che daranno continuità al servizio di “Micro raccolta amianto”.
«Così come avvenuto negli ultimi tre anni - spiega Dalla pozza - con questi soldi copriamo il cosiddetto “diritto di chiamata”. Parliamo di una cifra che si aggira attorno ai 150 e i 250 euro, altrimenti a carico del cittadino». Grazie all'iniezione potranno essere avviati altri 20 interventi «in alcune case che erano in lista di attesa e che non avevano ricevuto risposta, considerato che il tesoretto messo a disposizione era esaurito». Palazzo Trissino invita tutti i cittadini che devono ancora smaltire materiale con amianto a contattare dunque Aim Ambiente per concordare le relative operazioni. «Non sarà la soluzione definitiva del problema - aggiunge l'assessore alla progettazione - ma di certo un incentivo ad evitare di gettare materiali con amianto nei cassonetti o nei fossi: dalle onduline fino ai vecchi assi da stiro».
LA MINACCIA. Non ci sono solo le abitazioni. Il Comune, che come anticipato sta svolgendo la mappatura di molti edifici pubblici tra cui le scuole, guarda anche alle grosse attività industriali. «Dal 2008 ad oggi - spiega Dalla Pozza - sono stati circa 300 i procedimenti aperti dal settore ambiente in seguito a segnalazioni relative a privati e aziende. Va detto, però, che non sempre si è trattato di amianto, come chiarito dalle analisi». Tra i casi più significativi risolti ecco la bonifica eseguita all'ex Zambon con mezzo milione di euro stanziato dalla Regione, quella nell'Oasi della Valletta del Silenzio costato al Comune 20 mila euro per intervenire nel prefabbricato ex Agriter.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicola Negrin
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