martedì, 11 agosto 2020
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07.02.2013

Ex centrale, l'incubo amianto

L'ex centrale Enel a Carpanè. Annoso il problema del tetto in amianto
L'ex centrale Enel a Carpanè. Annoso il problema del tetto in amianto

Dito puntato sull'ex centrale Enel di Carpanè e sulla sua fatiscente copertura in amianto. Il gruppo di minoranza Rinnovamento Valbrenta ha presentato un'interrogazione per il Consiglio comunale di San Nazario di lunedì prossimo. «Vogliamo conoscere gli intendimenti dell'Amministrazione, e quali iniziative la stessa intenda adottare, a brevissimo termine, per il monitoraggio dei livelli di inquinamento atmosferico e da gas radon (tramite Arpav) - si legge nel documento - e il censimento di tutte le presenze di amianto nel territorio». Per il Comune l'ex centrale Enel di Carpanè resta un nodo tutto da sciogliere. La copertura in amianto costituisce un potenziale pericolo per la salute dei cittadini; mentre i parapetti della terrazza minacciano di cadere sul Brenta o, peggio, sulle teste dei molti visitatori che vi sostano per godere delle diverse attività che il fiume stagionalmente offre. L'aggravarsi del deterioramento è sotto gli occhi di tutti: piante e arbusti continuano a crescere nel micidiale materiale, accelerandone la decomposizione. A preoccupare è la possibilità che l'aria e l'acqua siano già fatalmente compromesse dalla conclamata nocività delle sue fibre. Numerosi i solleciti giunti da più parti. L'ultimo è arrivato al sindaco Ceccon proprio durante il Consiglio a novembre quando, in risposta all'ennesima richiesta di chiarimenti da parte della minoranza, il primo cittadino sottolineò come i ritardi per la bonifica dell'amianto non fossero dipesi dall'Amministrazione, ma dall'atto di vendita sospeso che bloccò ogni azione. Dopo il recesso dal contratto di acquisto da parte della ditta interessata, in settembre, l'Amministrazione garantì lo stanziamento di un fondo per partecipare alla bonifica (25 mila euro), impegnandosi nella ricerca dei finanziamenti necessari a coprire l´intero intervento. Nel rimarcare la sua insoddisfazione, il consigliere Renato Campana rincarò la dose. «Dobbiamo aspettare ancora? - tuonò nel Consiglio di novembre - Nel frattempo c'è il rischio di crolli e c'è solo una striscia colorata a delimitarla. Se qualcuno si farà male vi riterrò responsabili. La soluzione andava trovata mesi fa, sono tre anni e mezzo che parliamo di questo problema, mentre il pericolo si cresce ogni giorno di più».

Francesca Cavedagna
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