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Il viaggio tappa per tappa

07.08.2012

Un'opera lirica consacra a Røst il nobile naufrago

La Confraternita arriva sulla nave vichinga
La Confraternita arriva sulla nave vichinga

Pietro Querini è diventato un mito, come Ulisse. Due erranti. Al primo mancava una consacrazione artistico- letteraria: ed è arrivata in un'opera musicale andata in scena nel week end all'isola di Røst, che ospita la festa dell'amicizia berico-norvegese. Un'opera vera, del musicista Henning Sommerro, che ha registrato il tutto esaurito nel nuovo teatro delle Lofoten: mille persone ad ognuna delle 4 repliche, arrivate da tutta la Norvegia.
La passione per la storia del veneziano naufragato nel grande Nord e poi rientrato in laguna diffondendo l'uso dello stoccafisso ha lasciato di stucco i vicentini che hanno avviato l'impresa della Querinissima, la via di ritorno di Querini dalle Lofoten a Venezia attraverso le città europee. Il convoglio - tre camper e una Fiat 500 gialla - partito il 29 luglio da Sandrigo è arrivato a Rost nel pomeriggio del 2 agosto, in tempo per la festa che sabato ha visto all'opera lo chef Antonio Chemello con 800 dosi di baccalà alla vicentina. «Tempo orrendo lungo la strada, ma ci siamo illuminati quando a Røst ci hanno accolto con 300 enormi tricolori e il nostro inno» commentano Chemello e Fausto Fabbris, presidente della Pro Sandrigo. Il sindaco Torn Arne Andreassen ha subìto il battesimo dello stoccafisso ed è diventato membro dall'altro ieri della Venerabile confraternita del bacalà, sponsor del viaggio e capitanata a Røst dal presidente Luciano Righi. Una nave vichinga ha scortato la Confraternita fino a terra, dopo la visita a Sandrigoøya, l'isolotto intitolato a Sandrigo, rappresentato alle Lofoten dal sindaco Giuliano Stivan.
Chissà se l'avvocato Michele Benetazzo, che del gemellaggio è stato il padre, avrebbe immaginato di vedere perfino la lirica al servizio dell'economia e della cucina: l'opera Querini - che ha un sito trilingue - ha visto in scena coreografie del teatro d'ombre, un coro di 30 voci, figuranti di Røst in costumi veneziani, guidati dal soprano Ildegunn Pettersen, la voce lirica più nota in Norvegia.
Su tutto dominava il Leone della Serenissima, sopravvissuto ai flutti sulla vela del nobile Querini che, come narra la sceneggiatura, salvò oltre che la pelle anche le posate d'argento, salvo poi doverle cedere al cedere al prete locale. Oltre ad una Querini hall, ora Rost ha anche una Querini Square nello spazio davanti alle industrie che producono il 40 per cento dello stoccafisso della Norvegia.
In cucina, entusiasta a rimestare la polenta con Chemello, c'era anche Massimo Zanforlin di Gattinara, presidente di uno dei Baccalà club d'Italia.
(2- continua)

Nicoletta Martelletto
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