19 aprile 2019

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Il fatto

06.09.2010

7 settembre '44, la rappresaglia: Cesuna brucia

Case bruciate nella parte bassa del paese
Case bruciate nella parte bassa del paese

Nel 1944 in Altopiano si era nel pieno di una guerra civile; gli anglo-americani tardavano ad arrivare ed i tedeschi assieme ai fascisti di Salò volevano liberarsi delle sacche di resistenza nei boschi attorno ad Asiago. L’8 agosto 1944, per rappresaglia, in seguito ad un sanguinoso agguato partigiano, era stata bruciata mezza Camporovere. Ai primi di settembre, dopo il sequestro di un fascista a Campiello, c’era stato un prelievo di ostaggi e la minaccia di bruciare Treschè Conca e Cesuna. Infine il 5-6-7 settembre si scatenò un imponente rastrellamento di cinquemila nazifascisti attorno alla piana di Granezza, con l’uccisione di una trentina di partigiani e malcapitati autieri della Speer. L’8 settembre, come ogni anno a Cesuna, una processione avrebbe attraversato il villaggio per celebrare la Madonna di Monte Berico, la “Madona dell’oto” Invece lo spettacolo fu ben diverso e la coda della rappresaglia sfociò su Cesuna, che già da aprile era nella lista nera. Alle 12.00 del 7 settembre tedeschi, fascisti ed ucraini invasero il paese e scelsero una ventina di case, stalle e fienili da bruciare. Agli abitanti pochi minuti di preavviso per salvare il salvabile.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1