11 agosto 2020

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06.04.2020

Euro-Dollaro, schizza
verso l’alto la
pressione ribassista

A cura di Publiadige

Euro-Dollaro, schizza verso l’alto la pressione ribassista
Euro-Dollaro, schizza verso l’alto la pressione ribassista

Negli ultimi giorni, il cambio Euro/Dollaro ha dovuto affrontare una frenata repentina, calando fino a toccare anche una soglia pari a 1,0820. È chiaro che la situazione tecnica di breve periodo ora è meno forte e sono numerosi gli indicatori che hanno fatto registrare un incremento della pressione ribassista, piuttosto pericoloso in effetti. Una situazione a cui prestare la massima attenzione, soprattutto per tutti coloro che sono soliti investire sul cambio eur usd sfruttando varie piattaforme online dedicate.

Il cambio Euro/Dollaro ha invertito di nuovo la rotta e adesso tutti gli operatori si chiedono cosa possa accadere. Una situazione che deriva inevitabilmente dalla forte crisi, anche politica, a livello europeo legata all’emergenza Coronavirus ed è abbastanza chiaro che il dilemma legato agli eurobond ha portato i vari Paesi membri a schierarsi su posizioni differenti.

Il cambio euro/dollaro e i rischi del Coronavirus

Come abbiamo potuto notare, dall’inizio del 2020 fino ad ora, la quotazione dell’EURUSD ha fatto registrare delle oscillazioni piuttosto pericolose, toccando delle soglie massime che hanno superato 1,14 e delle soglie minime che si sono aggirate intorno a 1,06.

La coppia più controllata dell’intero mercato valutario è stata certamente condizionata da un gran numero di fattori: primo, fra tutti, l’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Coronavirus. In realtà, però, sarebbe sbagliato limitare tutto alle preoccupazioni legate alla diffusione della pandemia. Infatti, il cambio euro dollaro ha subito inevitabilmente le influenze di tutte quelle misure drastiche che sono state prese per combattere e limitare il più possibile l’impatto economico derivante dall’attuale situazione di crisi.

Se negli ultimi mesi del 2019 la coppia viaggiava in una stabilità piuttosto evidente, il battesimo con il nuovo anno è stato positivo, arrivando intorno alla quota di 1,22. In men che non si dica, però, le cose sono decisamente cambiate e ha preso piede un calo progressivo del cambio euro dollaro, che è sceso fino a 1,07 verso l’ultima settimana di febbraio.

All’inizio del mese di marzo è stato registrato un vero e proprio tentativo di rialzarsi, con la quotazione che, in effetti, ha superato anche la quota pari a 1,14. Un rally che è durato, purtroppo, ben poco, dal momento che ci sono voluti solo una decina di giorni perché la coppia Eur/Usd crollasse nuovamente in una tendenza ribassista ancora più evidente, fino a toccare quota 1,06.

Tra i più importanti driver che hanno influenzato la coppia nel corso degli ultimi mesi, come dicevamo in precedenza, non c’è solo il Coronavirus. Infatti, tra gli altri fattori che hanno caratterizzato la tendenza ribassista troviamo anche l’intervento delle banche centrali (BCE e Fed soprattutto) con il relativo taglio ai tassi di interesse, le innovazioni lanciate nell’ambito del Quantitative Easing e le misure di contrasto al diffondersi del contagio da Covid-19.

Adesso cosa ci si può aspettare?

Il gruppo di analisti di ANZ Bank ha voluto dare il proprio parere per ultimi sulla quotazione dell’EurUsd: la “sentenza” è stata particolarmente chiara, visto che hanno messo in evidenza come il recupero del cambio euro dollaro verrà notevolmente frenato dall’emergenza sanitaria attualmente in atto un po’ in tutto il mondo.

Gli analisti di ANZ Bank hanno messo in evidenza come il rialzo rimarrà per forza di cose confinato e frenato se l’incertezza che caratterizza la situazione legata al Coronavirus dovesse perdurare ancora per diverse settimane o, nella peggiore delle ipotesi, aumentare. Insomma, ci sono ben poche speranza che la coppia più controllata dell’intero mercato valutario possa riprendersi e invertire la tendenza progressista che ha caratterizzato il cambio euro dollaro, almeno fino al momento in cui l’emergenza legata al Coronavirus non verrà quantomeno bloccata, se non arginata completamente. E, secondo le previsioni, ci vorrà ben più di qualche settimana, purtroppo.

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