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07.09.2019 Tags: JESOLO (VENEZIA) , Miss Italia

Miss Italia, per Carolina Stramare vittoria con ripescaggio

La lombarda Carolina Stramare, 20 anni, in gara con il numero 3, è la vincitrice del concorso Miss Italia 2019. Nella finale di Jesolo, trasmessa in diretta da Rai 1, Stamare, di Vigevano (Pavia), si è imposta su su Serena Petralia (numero 20), 20enne siciliana di Taormina, e Sevmi Fernando (numero 62), 20 anni, di Padova, che con lei costituivano la terna finalista.

 

È la prima volta che il concorso di bellezza, giunto alla 80/a edizione, ha visto la scelta della vincitrice esclusivamente con il televoto. Carolina Stramare era stata esclusa nelle precedenti fasi di votazione, ma è stata ripescata dalla giuria delle "Miss storiche", che poteva riportare in gara con le ultime due sfidanti, Fernando e Petralia, una sola concorrente.

 

La nuova Miss Italia, alta un metro e 79, occhi verdi e capelli castani, è attualmente iscritta ad un corso di grafica e progettistica all'Accademia delle Belle Arti di Sanremo, e lavora da circa tre anni come modella. E ha origini per metà venete, precisamente trevigiane. Il nonno Giovanni è infatti di Col de Roer, una frazione di Valdobbiadene; si era trasferito in Liguria negli anni Sessanta, dove ha conosciuto la donna che poi è diventata sua moglie, con la quale ha aperto un mobilificio. L’azienda è stata poi ereditata dal padre di Carolina, Romeo; anche la sorella del papà della Miss è nata a Valdobbiadene, dove tuttora vivono alcuni familiari di Carolina, che già oggi le assegnano un secondo titolo, quello di Miss Unesco, per via del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità attribuite da poco alle Colline del prosecco di Valdobbiadene e Conegliano.

 

«A Valdobbiadene - racconta papà Romeo - vivono i miei cugini, che hanno una produzione di prosecco Docg, altri sono albergatori a Jesolo. Carolina - dice - ha "giocato" in casa: il Veneto è stato determinante nel voto popolare, così come la Liguria e la Lombardia». Ogni tanto lui e la figlia Carolina si inerpicano sulle colline valdobbianesi: di recente ho voluto visitare anche un borgo, ora disabitato, che si chiama appunto "Stramare". «Quando ci trasferimmo a San Lorenzo al Mare - conclude -, mettemmo l’insegna "Stramare" all’azienda e molti pensavano che fosse riferita alla terra in cui vivevamo, invece era il nostro cognome che era trevigiano». 

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