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05.04.2014

Vino, produzione in aumento, l'export a +7,3%

Migliora la qualità del vino italiano. Cresce, in base ai dati del 2013, la produzione italiana. Calano i consumi interni di vino, ma in compenso tira l'export. Il vino, insomma, resta un grande biglietto da visita per il nostro Paese: una punta di diamante del «made in Italy» nel mondo.
Secondo i dati resi noti da Veronafiere in occasione di Vinitaly (6-9 aprile), nel 2013 l'Italia ha prodotto 47,4 milioni di ettolitri (+15% sul 2012). Sono le 380 mila imprese vitivinicole produttrici italiane (circa il 23% del totale della filiera agricola), con 700 mila addetti (1,2 milioni con l'indotto primario) per una produzione che supera il milione di etichette.
In crescita la qualità, con i vini doc (330 le denominazioni) e docg (73) arrivati al 40% del totale della produzione enologica e gli Igt (118) al 35%, a fronte di una riduzione dei vini da tavola. Da tempo i consumi interni registrano un trend in calo e ormai sotto la soglia dei 40 litri pro-capite all'anno.
L'EXPORT DI VINO ITALIANO. Anche nel 2013, secondo i dati Istat elaborati da Vinitaly-Assoenologi, il vino segna +7,3% sull'anno precedente, primo fra le produzioni alimentari più vendute all'estero. E per la prima volta supera anche la soglia dei 5 miliardi di euro in valore; e si conferma fondamentale per l'economia del Paese. Questo nonostante la diminuzione di quasi 1 milione di ettolitri dei volumi esportati (il totale è sceso a 20,4 milioni contro i 21,3 del 2012) e il contestuale incremento del valore medio unitario, passato da 2,20 euro a 2,47 euro al litro (+12,3%). Un crescita che non conosce crisi e passa dai 3.673 milioni di euro del 2008 ai 5.039 milioni del 2013 (+37% sul quinquennio).
PAESI TERZI E UE. Il valore dell'export nell'area dei Paesi Terzi ha superato il mercato interno dell'Unione europea: 2.575 e 2.463 milioni di euro rispettivamente. Due i mercati di riferimento che insieme assorbono oltre il 41% del valore totale esportato: Stati Uniti e Germania, entrambi con un valore di oltre 1 miliardo. Nel complesso la crescita delle importazioni dei mercati giovani come l'Estremo Oriente e il Sud America risulta essere stata al di sotto della crescita media, in parte da addebitare a problemi congiunturali, talvolta alle dimensioni ridotte di molte imprese italiane che incontrano crescenti difficoltà a sviluppare rapporti commerciali con mercati complessi e lontani, optando per aree più facilmente gestibili. L'area europea nel suo complesso è stata l'area della crescita per il vino italiano insieme all'America del Nord.
Nell'ultimo trimestre del 2013 - secondo Veronafiere - si registrano alcuni spunti interessanti. Sul versante positivo la progressiva crescita del Sud America (+ 4,6%) che fa seguito al + 1,7% in settembre. Non meno importante l'Africa, come nuova area da sondare e monitorare per potenziali sviluppi commerciali, con il raddoppio dei valori esportati nell'arco degli anni 2007/2013 da 5,3 a 10,3 milioni di euro.
Il Regno Unito registra un balzo del +15,4% passando da 535 a 618 milioni di euro, grazie alla crescita dell'import di spumante. Non meno interessante il deciso recupero della Russia +14,4%, spingendo il valore a 114 milioni di euro. Di particolare valenza l'exploit della Svezia + 15,2% che consente di toccare la soglia mai raggiunta prima di 141 milioni di euro. Molto positivo è l'andamento del mercato norvegese +12,0% con una variazione in un solo anno di 10 milioni di euro da 77 a 87 milioni.
Nel Nord America gli Usa registrano un'interessante ripresa delle importazioni da 1.006 a 1.078 milioni di euro (+7,1%); in Canada si registra un recupero della flessione della parte iniziale dell'anno, chiudendo il 2013 a 280 milioni di euro, -1,0% rispetto al 2012. In Estremo Oriente la Corea del Sud mostra una discreta vivacità +7,8%; la Cina mostra una decelerazione dei valori pari al -3%, mentre il Giappone registra lo stesso valore del 2012, 154 milioni. Tassi incrementali a due cifre si registrano nei mercati Vietnam +28,3%, Malaysia +39,2% e Filippine +19,7%.
PRODUZIONE DI VINO. In crescita la qualità, con i vini doc (330 le denominazioni) e docg (73) arrivati al 40% del totale della produzione enologica e gli Igt (118) al 35%, a fronte di una riduzione dei vini da tavola. Anche l'Italia registra un trend di crescita per quelle cantine che hanno continuato a ritenere importante il ruolo delle vendite nazionali.

Maurizio Corte
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