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03.04.2014

Vinitaly, progetto «Winezero»
per il rispetto dell’ambiente

L’ingresso della Fiera al Vinitaly 2013 (FOTO D'ARCHIVIO)
L’ingresso della Fiera al Vinitaly 2013 (FOTO D'ARCHIVIO)

Si chiama Winezero: è un progetto pilota che ha misurato per la prima volta con valutazioni oggettive l’impronta carbonica della filiera vitivinicola, in modo da sapere come incide sull’ambiente l’intero processo di filiera, dalla coltivazione del vigneto alla bottiglia tappata ed etichettata. L’obiettivo è verificare se si può parlare davvero di viticoltura conservativa e sostenibile e, di conseguenza, come intervenire sui diversi segmenti per ottenere il più basso impatto nella produzione di vino al consumo. I primi risultati della ricerca saranno presentati a Vinitaly lunedì 7 aprile, alle 11,30, nello stand istituzionale della Regione del Veneto (Padiglione 4). Il progetto coinvolge il Consorzio Vini Venezia, in collaborazione con il Consorzio Prosecco doc, e una serie di aziende coordinata dall’università di Padova e viene realizzato mediante una stazione avanzata di monitoraggio, istallata a Lison (Venezia). «Questa iniziativa viene realizzata con la più ampia adesione dei produttori, che ne sono sostanzialmente gli animatori - ha spiegato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato - e rappresenta l’orizzonte ambientale prossimo di questo e di altri settori agricoli, scavalcando il puro e semplice concetto di prodotto biologico, che pure rappresenta un obiettivo sempre più perseguito anche nella nostra Regione. C’è in questo una convinzione etica ma non solo, perchè valorizzare il proprio prodotto a basso impatto aziendale è elemento di promozione che rende economicamente». A fianco di questa nuova progettualità, cresce nel Veneto anche la produzione agricola biologica: i dati ufficiali più recenti parlano di 1.800 imprese totali che vi si dedicano, a fronte delle 1.163 del 2000 e delle 1.652 nel 2011. In questo scenario l’incidenza delle aziende vitivinicole nel totale delle imprese bio del Veneto è tre volte la media nazionale. Nello specifico, su 17.000 ettari coltivati a biologico, circa 2.500 sono dedicati al vigneto, il 14,7% del totale, contro il 4,5% medio italiano. Sta inoltre crescendo il numero di quanti si occupano di lavorazione, confezionamento, distribuzione e vendita del vino biologico: complessivamente si stima che nella filiera vitivinicola il numero di operatori interessati sia di circa 400 unità, delle quali la metà sono imprese specializzate. Sui 75 mila ettari totali coltivati a vite nella regione, il biologico incide per quasi il 3,5 per cento e anche in questo caso il dato è in forte crescita, sulla spinta della nuova regolamentazione comunitaria sul «vino biologico», entrata in vigore nel 2012. Tra l’altro, diversi produttori, soprattutto nel Veneto Orientale e nel veronese, si sono per così dire «associati», utilizzando, pur nella loro individualità, le aree confinanti per evitare eventuali negativi fenomeni di deriva dei mezzi tecnici o contaminazioni da produzioni vicine non biologiche.

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