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09.04.2014

Russia, Brasile e Usa i mercati su cui puntano gli espositori

La presentazione in fiera dell'outlook di wine2wine	, l'osservatorio b2b di Vinitaly
La presentazione in fiera dell'outlook di wine2wine , l'osservatorio b2b di Vinitaly

Russia, Brasile, Stati Uniti Area Centrale, questi i primi tre mercati su cui punteranno gli espositori di Vinitaly per aumentare il loro export. È quanto emerge dal primo outlook di wine2wine, l'Osservatorio b2b di Vinitaly, presentato ieri a Veronafiere.
Una raccolta di informazioni interessanti sui 4.000 espositori di Vinitaly, che rappresentano le aziende più importanti e orientate all'export, raccolte dall'Osservatorio di Vinitaly nell'ambito di w2w, la nuova iniziativa di formazione, informazione e networking in chiave business a supporto dell'attività imprenditoriale di Veronafiere/Vinitaly in programma il 3 e 4 dicembre 2014 a Verona.
«L'Outlook di Vinitaly ora e il wine2wine a dicembre», spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, «sono i nuovi tasselli che aggiungiamo a Vinitaly, inteso come piattaforma di servizi alle imprese vitivinicole italiane, che prima ascolta i propri clienti e poi li accompagna sui mercati internazionali».
Dall'analisi dei dati raccolti, divisi in base al fatturato degli espositori, emergono differenze significative rispetto all'export e ai Paesi di riferimento. Se quelli con fatturato fino a 100mila euro infatti esportano mediamente in sei Paesi, quelli sopra i 500mila euro sono presenti con i propri in vini mediamente in 20 mercati. I primi arrivano soprattutto nella Ue, i secondi invece raggiungono con i loro prodotti tutto il mondo.
Primo Paese di sbocco è la Germania, mentre al secondo e al terzo posto ci sono la Francia e la Svizzera, per i piccoli produttori fino a 100.000 euro di fatturato, la Svizzera e il Belgio per quelli tra 100.000 e 500.000 euro e gli Usa Costa est e la Svizzera per le cantine di grandi dimensioni. Non mancano piccole realtà capaci di esportare nella East Coast degli Stati Uniti (30%), in Giappone e West Coast Usa (23%), Cina, Hong Kong e Australia (12,5%).
C'è per tutti il desiderio di puntare su Russia, Brasile e Stati centrali degli Usa. Per oltre il 50% dei piccoli la meta ambita sono gli Stati Uniti, seguiti da Russia e Germania per il 46% delle aziende. Per le medie aziende ci sono ai primi posti Russia (50%), Brasile (44%), Stati Uniti Centrali (41%), Regno Unito (40%) e West Coast (38%). Russia in testa, tra i mercati su cui investire, anche per il 44% delle grandi aziende, con il Brasile al secondo posto (39%), mentre al terzo posto ci sono gli Emirati Arabi (31%), che precedono di un soffio Singapore (30%) e Messico (29%).
La lista prosegue evidenziando una voglia di diversificare che si giustifica sia con la loro presenza già consolidata in un numero di Paesi maggiore, sia con una strutturazione organizzativa e una capacità di investimento maggiori. «Le ricerche», spiega Mantovani, «rappresentano l'offerta dell'area Outlook b2b della nuova iniziativa wine2inew; ci saranno poi lo spazio 'evento b2b' con il vero e proprio forum di approfondimento e lo spazio 'network b2b' per l'incontro e il confronto tra le aziende».

Elisa Costanzo
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