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05.04.2014

«Quest'anno più cura agli operatori esteri»

Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, è appena tornato dalla Cina, dal Fuorisalone di Chengdu, dove Vinitaly è attivo da anni e dove si gioca una parte importante del mercato del vino italiano soprattutto dopo lo sblocco del contenzioso sull'export.
Come è la situazione?
«Il mercato cinese riveste un ruolo chiave per l'export italiano e sta premiando la qualità della produzione vitivinicola del nostro Paese. L'accordo raggiunto tra le autorità europee (il Ceev, Comité européen des entreprises vins) e la cinese Cada (Chinese alcohol drinks association) segna un ulteriore passo verso il consolidamento della presenza dell'eccellenza enologica italiana nel mercato cinese, un mercato complesso sul quale stiamo puntando per ampliare il “Sistema Italia”».
Avete costituito in Cina la Vinitaly International Academy.
«L'Academy è il nuovo strumento che abbiamo messo in campo quest'anno per accompagnare le nostre tappe internazionali proprio con l'obiettivo di insegnare agli operatori esteri a decifrare l'elevata ricchezza in termini di qualità che a volte si perde nella difficoltà di comprendere l'estrema varietà dell'offerta della nostra produzione».
Con chi si muovono Veronafiere e Vinitaly in queste azioni di sostegno in giro per il mondo?
«Nell'ottica di "fare sistema" e coerentemente con la nostra missione di supporto all'intero comparto e di sostegno a 360 gradi agli importanti sforzi dei produttori che si affacciano al mercato estero, operiamo in sinergia a tutti i principali partner istituzionali, a partire dai Ministeri. Molto intensa e proficua è la collaborazione con Ice. In Cina, per esempio, è avvenuta presso la loro sede l'apertura del nostro ufficio di rappresentanza a Shanghai, che costituisce un tassello decisivo nella strategia di Vinitaly mirata a supportare l'immagine dei prodotti vitivinicoli italiani e a dare più efficacia agli investimenti delle aziende. Grande supporto ci viene poi sempre da Sace e Simes, al nostro fianco su molte operazioni strategiche.
Quest'anno per la prima volta Vinitaly dedica un padiglione appositamente agli operatori stranieri. È una risposta alla crescita di manifestazioni concorrenti in giro per il mondo?
«Il nuovo padiglione “I” da un lato va letto anche nella forza e capacità del nostro comparto a trarre stimolo dalla concorrenza, ma certamente è chiara espressione dei sempre più importanti risultati raggiunti sul fronte internazionale e frutto di un progetto volto a conferire maggiore organicità alla presenza estera, che negli anni ha trovato sempre più spazio a Vinitaly, a seguito delle crescenti richieste di partecipazione che ci arrivano da tutto il mondo. Vinitaly quest'anno ospita circa 150 espositori stranieri tra diretti e co-espositori, nel 2013 erano 116».
Italia e Francia sono i due Paesi che determinano il mercato mondiale del vino. Qualche contatto o colloquio con altre fiere europee per la gestione degli eventi o per qualche sinergia operativa?
«Quella firmata con i cugini d'oltralpe con l'Union des Grand Crus de Bordeaux, annunciata lo scorso anno e operativa da questo è un esempio. Con questa armonizziamo i rispettivi calendari, per evitare sovrapposizione di date tra la Semaine des Primeurs di Bordeaux e il Vinitaly di Verona».
A Vinitaly c'è un grande afflusso di visitatori che oggettivamente crea qualche disagio. La Fiera sta pensando a qualche modalità per regolare il numero di presenze e dare agli operatori più tranquillità nella gestione dei buyers?
«Vinitaly è un salone professionale e tutti gli sforzi, prima e durante l'appuntamento, sono volti a portare e coinvolgere operatori del settore e buyers. Questi ultimi, che mediamente rappresentano ben il 35% dei visitatori totali, sono anche quest'anno numerosi, ne attendiamo circa cinquantamila da 120 Paesi».
Ma il pubblico è molto più numeroso...
«Abbiamo lavorato per rendere ancora più funzionale e vivibile il quartiere per visitatori e espositori, grazie a investimenti e interventi specifici, come il collegamento coperto tra il padiglione 9 e il blocco dei padiglioni 11 e 12 , nonché l'apertura di una nuova porta di ingresso nel padiglione 10 per favorire la circolazione nell'intero blocco». L.Bu.

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