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05.04.2014

La semiotica fa capire gli usi dei consumatori

Assaggiatori a tavola in occasione del Vinitaly dell'anno scorso
Assaggiatori a tavola in occasione del Vinitaly dell'anno scorso

Il vino sposato alla semiotica, la scienza dei segni. Anche questo accade al Vinitaly, a Veronafiere. L'esigenza di analizzare gli atteggiamenti di consumo del vino in Italia, secondo un approccio originale e informale è nata dalla cantina veneta Bosco Viticultori, che per reagire alla contrazione dei consumi di vino nel Belpaese (ben 4 milioni di ettolitri in meno in soli 5 anni secondo dati Iri 2013) è partita da un'analisi semiotica delle conversazioni web e social.
Lo studio, commissionato a Squadrati, società di ricerche di mercato, ha classificato le motivazioni che spingono o allontanano il consumatore verso gli acquisti di vino, aiutando le imprese a comprendere il posizionamento del marchio e quello dei loro prodotti sul mercato.
«Comprendere le motivazioni che determinano i comportamenti di consumo è fondamentale per darsi delle risposte adeguate e per affrontare la contrazione dei consumi che sta caratterizzando il vino sul mercato italiano», commenta Lorenzo Biscontin, Direttore Generale di Bosco Viticultori. «Abbiamo voluto condividere i risultati dell'analisi semiotica su quanto dicono nel web i consumatori, nella convinzione che le soluzioni alla situazione attuale debbano coinvolgere necessariamente tutto il settore nel suo complesso. L'utilità di tale analisi è particolarmente sentita dalla nostra azienda, facente parte del gruppo cooperativo Vi.V.O. s.a.c. e che controlla tutta la filiera, dalla fase di produzione a quella della distribuzione».
OPINIONI E ATTEGGIAMENTI VERSO IL VINO. «L'analisi semiotica delle conversazioni nel web e nei social media ci ha permesso di far emergere le diverse opinioni e gli atteggiamenti dei consumatori di vino in Italia, che abbiamo sintetizzato attraverso un quadrato semiotico», spiegano Diletta Sereni e Daniele Dodaro del team Squadrati. «Gli assi che lo orientano mostrano due opposizioni: la prima tra chi mette l'accento sul vino come prodotto della natura e chi lo intende principalmente come artefatto culturale; la seconda tra chi intende il vino come un bene da tutelare e regolamentare, e chi lo legge invece come nient'altro che un tassello della propria quotidianità o socialità».
Il risultato dell'analisi sarà visibile nello stand dell'azienda Bosco Viticultori (padiglione 3, stand E6) durante Vinitaly e presentato al convegno di lunedì 7 aprile, alle ore 11 all'Auditorium del Centro congressi palexpo, dal titolo «Il quadrato semiotico dei wine lovers: gli atteggiamenti di consumo del vino in Italia», a cui parteciperanno Oscar Farinetti, imprenditore e inventore di Eataly, Corrado Giacomini, presidente di Vi.V.O., Elena Rocco, docente di marketing internazionale – Università Ca' Foscari, Diletta Sereni e Daniele Dodaro ricercatori di mercato della società di ricerche Squadrati, Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian e Andrea Gori, sommelier, oste e giornalista.

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