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05.04.2014

«L'internazionalizzazione è la carta vincente del Vinitaly»

Ettore Riello, presidente di Veronafiere
Ettore Riello, presidente di Veronafiere

L'internazionalizzazione è la carta vincence per eventi come Vinitaly che promuovono e sostengono le produzioni agroalimentari nazionali. E l'Expo 2015, che ha come tema con l'alimentazione del Pianeta, diventa occasione, dice Ettore Riello presidente di Veronafiere, di grande sinergia per «fare sistema» nel Paese.
Presidente, il Vinitaly resta caposaldo della promozione del vino italiano nel mondo e per effettuare analisi di mercato. Come è la situazione?
«Vinitaly è un sistema che sostiene un comparto che nel 2013 ha esportato 20,4 milioni di ettolitri per 5 miliardi di euro, con una crescita del 7,3% sul 2012 e del 37% negli ultimi 5 anni. L'incremento in valore delle esportazioni di vino, seppure a fronte di una leggera contrazione in volume, riflette un settore dinamico, export oriented, che non ha ancora esaurito la sua crescita».
In quali Paesi?
«I mercati che offrono un'opportunità per i nostri vini si confermano Stati Uniti e Germania, seguiti da Regno Unito, Russia e Nord Europa, non ultima la Cina. Ecco perché non smettiamo di spingere sull'internazionalizzazione e alcune delle novità di questa edizione di Vinitaly vanno in questa direzione; solo sull'incoming abbiamo stanziato un investimento di 1,5 milioni».
Quando si deciderà l'Italia ha costruire un veicolo unitario comune di promozione invece di disperdere in tanti rivoli le risorse?
«Questo non vale solo per il vino, ma per tutto. “Fare sistema”, specie in un momento critico, è la chiave per valorizzare l'intero comparto fieristico quale leva di promozione parte della politica industriale. Da anni, come presidente di Aefi, sostengo la necessità di una strategia unica e di una regia centrale sostenuta dalle Istituzioni».
Qualche risposta?
«Un primo importante segnale è arrivato dal ministero dello Sviluppo Economico verso noi operatori con la seconda convocazione del Tavolo di lavoro per il coordinamento del sistema fieristico nazionale. Per la prima volta la partecipazione è stata estesa a tutti i presidenti degli enti fieristici nazionali e delle associazioni del settore».
Con qualche risultato»?
«Aefi lavora quotidianamente affinché il dibattito avviato in quella sede possa proseguire, trasformandosi in un progetto concreto a beneficio di tutti per la creazione di una piattaforma unitaria di promozione del made in Italy quale risorsa strategica per contrastare il rallentamento dei mercati».
Pochi giorni fa si è chiuso il Prowein a Dusseldorf, evento che accoglie sempre maggiori consensi e sempre più frequentata da produttori italiani. Come valutate questa crescita?
«Questo ci riporta esattamente a quanto detto: l'efficacia del sistema Paese in termini di promozione fa ancora fortemente i conti con una frammentazione degli investimenti. È oltremodo necessario utilizzare al meglio le risorse per la promozione del made in Italy in un'ottica di ritorno massimo sul nostro territorio».
Però non si fa a quanto pare...
«Non farlo è un paradosso, anche se la sensazione è che non sempre questo accada "consapevolmente", ma certamente con un'ingenuità non più "giustificabile" vediamo stanziare proprio dagli enti e dalle realtà espressione diretta del Sistema-Paese investimenti che fanno crescere competitor oltreconfine invece di convogliare il massimo delle risorse sulle nostre piattaforme di promozione».
L'anno prossimo ci sarà l'Expo a Milano; coinvolgerà l'intero Paese, comprese le grandi città come Verona e le Fiere come Vinitaly ma anche le altre di Veronafiere che sono legate all'agroalimentare, il tema centrale dell'Expo. A che punto siamo?
«Expo ha in primis una valenza di portata umana e mondiale, ma tutti sappiamo ciò che rappresenta per il sistema Italia, e per il nostro comparto agroalimentare che Veronafiere sostiene concretamente da oltre 100 anni. È un'occasione per generare sempre più crescita supportando internazionalizzazione e esportazioni».
In pratica come si concretizza?
«Grazie alla nostra esperienza e capacità di promozione dell'industria vitivinicola lavoriamo con Expo 2015 all'iniziativa OperaWine&Food Expo (dal 14 giugno al 6 settembre c'è la mostra permanente al palazzo della Gran Guardia durante la stagione lirica in Arena) a sottolineare una volta in più il legame tra vino e cultura. È previsto un fitto calendario di esposizioni permanenti, degustazioni e altri eventi».
E poi
«Abbiamo messo inoltre a disposizione del Paese la nostra esperienza; alla presentazione di Vinitaly a Roma, il 6 marzo, il ministro Martina ha ribadito che Vinitaly sarà protagonista nel rappresentare il settore a Expo. Lo stesso Martina e Giuseppe Sala, commissario unico delegato del Governo per Expo 2015 e Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia, sono il 6 aprile a Verona a parlare di “Vino italiano per Expo Milano 2015”».

Lucio Bussi
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