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03.04.2014

«Dobbiamo tutelare meglio l'Amarone»

Marilisa Allegrini
Marilisa Allegrini

L'Amarone principe durante Vinitaly. L'eccellenza della produzione veronese, che tutto il mondo conosce, acquista e tenta di imitare vivrà un momento di gloria durante Vinitaly, in scena a Verona, al quartiere fieristico, dal lunedì 6 a giovedì 9 aprile.
Infatti, l'Amarone non solo sarà presente negli stand delle aziende che parteciperanno alla fiera, ma sarà oggetto di promozione anche attraverso le attività correlate alla manifestazione. L'Amarone soprattutto non mancherà sulle tavole della ristorazione scaligera per permettere così a turisti, winelover e addetti ai lavori di conoscere ed apprezzare le peculiarità di questo straordinario vino scaligero.
MOMENTO MAGICO. «L'Amarone sta vivendo un momento di gloria, magico», commenta Marilisa Allegrini, presidente dell'associazione Famiglie dell'Amarone, che riunisce le aziende Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato. «Tutto il mondo enologico mondiale c'è lo invidia; e Vinitaly è come sempre un'occasione importante per promuoverlo, farlo conoscere ad un pubblico sempre più qualificato proveniente da tutto il mondo e soprattutto sottolinearne l'unicità».
FAMIGLIE DELL'AMARONE. Unicità che verrà promossa, durante la manifestazione, dalle Famiglie dell'Amarone singolarmente, cioè ognuna per la propria azienda. E quest'anno sui banchi d'assaggio delle Famiglie, a fare da padrona, sarà l'annata 2010. «Abbiamo deciso di darci regole più rigide e di avere un codice più severo per produrre il nostro Amarone. Perciò abbiamo scelto di lasciar riposare il vino un anno in più rispetto agli altri produttori, che adesso offrono già l'annata 2011», spiega Marilisa Allegrini. «Inoltre, quella del 2010, che presenteremo, è un'annata particolare perché è la prima che si forgia della fascetta di Stato che identifica l'Amarone come un docg».
BATTAGLIA CONTRO GLI ABUSI. Fascetta che offre maggiori garanzie al consumatore, anche se resta aperto il nodo della tutela dei produttori dalla contraffazione. «Sotto questo aspetto», aggiunge Allegrini «siamo noi produttori a doverci battere, facendo prima di tutto la nostra parte qui, in Italia».
«Dobbiamo essere noi a tutelarci per primi, denunciando chi abusa del nome», aggiunge. «E poi ci vorrebbe una politica simile a quella messa in atto in Francia con lo Champagne, che qualche anno fa ha proibito l'utilizzo del nome del metodo champenoise».
Sempre in tema di tutele, dalla presidente delle Famiglie dell'Amarone arriva anche un invito alle istituzioni: «L'Italia e l'Unione europea ci proteggano e tutelino le nostre eccellenze così ambite e apprezzate e imitate come ad esempio è successo con l' Amarone del Texas», dice Marilisa Allegrini.

Elisa Costanzo
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