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05.04.2014

«Da qui più forte la lotta al falso made in Italy»

Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole
Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole

Più tutela concreta per il made in Italy alimentare ma anche lotta alla burocrazia e sostegno alla promozione. Sono le linee guida che Maurizio Martina, da poche settimane ministro delle Politiche agricole, ribadisce a Vinitaly che, dice, ha un ruolo fondamentale su questi temi.
Da sempre la manifestazione rappresenta le eccellenze di un settore trainante l'economia italiana qui e all'estero. Ritiene che questa fiera rappresenti ancora un momento positivo di promozione del made in Italy nel mondo? E che ruolo svolge oggi a vantaggio del sistema vitivinicolo italiano?
«Vinitaly è un vanto italiano, la più importante fiera mondiale sul mondo del vino. E questa sarà un'edizione da record, visto l'incremento degli spazi venduti, sinonimo di voglia di ripresa da parte degli imprenditori vitivinicoli. Questa fiera rappresenta poi un momento d'incontro fondamentale per il comparto e perciò come Ministero abbiamo voluto creare dei momenti di riflessione e dialogo importanti su temi come Expo, legalità e promozione del made in Italy, oltre a portare qui i nostri uffici ed aprirli alle esigenze delle aziende per tutta la durata dell'evento».
Rimanendo in tema di Made in Italy, pensa arriveranno dal Governo segnali forti in materia di tutela dell'identità dei prodotti nazionali, come il vino appunto, troppo spesso imitato, contraffatto e spacciato per italiano?
«La lotta al falso Made in Italy è e sarà continua e concreta. In Italia abbiamo un sistema di controlli che porta ogni anno grandi risultati e vede impegnati sul campo, oltre alle forze dell'ordine, quattro organismi di controllo direttamente collegati al Ministero. In Europa abbiamo poi lottato per ottenere una tutela maggiore per i nostri prodotti e i risultati sono arrivati. Il nostro Ispettorato repressione frodi, in collaborazione con le autorità britanniche, è riuscito di recente ad impedire la commercializzazione di un finto olio Igp toscano da Harrods a Londra. Allo stesso modo è stata bloccata la vendita sul territorio comunitario degli odiosi Wine kit, che promettevano improbabili vini fai da te. Sul fronte internazionale continuiamo a lavorare con azioni diplomatiche che portino ad accordi con i Paesi terzi per proteggere i nostri prodotti. Ci sarà da fare inoltre un lavoro serio anche sul fronte dei domini internet, perché c'è un rischio concreto per le nostre più note denominazioni».
Il mondo agricolo lamenta poi il problema dell'eccessiva burocratizzazione, difficoltà sentita anche dal comparto vitivinicolo, come affrontare questo tema?
«La semplificazione è la parola d'ordine di questo Governo e personalmente ho chiesto di muoversi tenendo conto dell'esigenza di tagliare burocrazia inutile. Abbiamo già preparato alcuni interventi immediati per dare la possibilità alle aziende di non sprecare più due giorni a settimana per carte inutili. Allo stesso tempo è necessario lavorare anche a livello legislativo e lo strumento del Testo unico può essere una strada utile da seguire. Per il vino la filiera ha presentato una proposta proprio in queste settimane e ritengo che quella possa essere una buona base di partenza. Abbiamo poi un pacchetto di semplificazioni ulteriori in campo vitivinicolo, spero a breve di poterle rendere operative».
Tante poi le difficoltà per le cantine italiane nel commercializzare direttamente il proprio vino in Ue, a cui si aggiungono dazi altissimi per giungere sui mercati di Stati come India, Russia e Brasile. Che risposte dal Governo?
«Il tema dell'export è vitale per le nostre aziende, soprattutto in un quadro di calo di consumi interni. I numeri che sviluppa sono importanti, si parla di 5 miliardi di euro del 2013, ma si può crescere ancora molto. Sui dazi ci sono trattative in corso, tanto con i Paesi Brics, che per il vino sono ancora emergenti, quanto con mercati più strutturati e strategici come gli Stati Uniti. Inoltre ruolo importante avranno i fondi di promozione per i prossimi 5 anni a sostegno delle esportazioni».
Expo 2015 si avvicina, ci sarà spazio anche per Vinitaly? E che ruolo avrà?
«Come Ministero abbiamo firmato un protocollo d'intesa con Padiglione Italia ed Expo per fissare direttrici e tematiche. Tra queste c'è la valorizzazione dell'esperienza vitivinicola, uno spazio che sarà dedicato completamente alle nostre eccellenze e dove dovrà essere protagonista tutta la filiera. Le attività che riguarderanno il settore saranno presentate domenica alle 15 allo stand istituzionale del Ministero presenteremo le attività che riguarderanno il settore agroalimentare e vitivinicolo».

Elisa Costanzo
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