18 luglio 2019

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

I vicentini al Vinitaly

03.04.2014

Serve una regia unica per tutto il settore

Verona in questi giorni è la capitale mondiale del vino: al Vinitaly sono attesi oltre 50 mila stranieri
Verona in questi giorni è la capitale mondiale del vino: al Vinitaly sono attesi oltre 50 mila stranieri

«In Italia ognuno va un po' per conto suo - osserva ancora Marchisio - Servirebbe una regia unitaria sia nazionale che europea. E poi bisogna lavorare sulle denominazioni: sempre più le persone vogliono sapere cosa bevono e da dove viene l'uva. Si dovrebbe agganciare il prodotto al territorio: abbiamo territori molto belli, dovremmo creare curiosità, occasioni per venirci a visitare». «Servirebbe – rilancia Zonin - che il ministero dell'Agricoltura o le Regioni promuovessero iniziative unitarie di marketing e promozione, considerate le dimensioni esigue delle aziende vinicole italiane».
«La Francia in questo ci è maestra ed è avanti anni luce - commenta Giovanna Bianchi Michiel, una delle cinque sorelle che attorno alla palladiana Villa Angarano di Bassano coltivano a Merlot e Cabernet, Chardonnay e Vespaiola otto ettari di vigneti - Quello che serve è consorziarsi, creare dei pretesti per poter accogliere i visitatori, ma in consorzio e non come piccole aziende: non sarebbe praticabile. Poi: chi viene a visitarci rimane conquistato da quanto abbiamo da offrire».
«È molto difficile fare il primo passo - chiarisce Massimo Dal Lago, che con la moglie Arianna conduce l'azienda Masari, quattro ettari e mezzo in una zona vinicola poco conosciuta: la valle dell'Agno - Quando si esce dalla provincia la fanno da padrone le grandi denominazioni. Però io penso che il mercato non ha bisogno di altro vino, ma ha bisogno di nuovo vino, ha bisogno di sorprese. Quando io parlo della Valle dell'Agno, territorio diverso da Breganze, dai Colli Berici, da Gambellara, c'è chi dice “mai sentito” e poi si chiude; ma c'è anche chi invece è mosso da curiosità. La sfida, quindi, si gioca sulla qualità: l'unica cosa che parla è il bicchiere. Poi alla fine molti operatori sono orgogliosi di scoprire piccole realtà che magari prima non conoscevano, si fanno forza della qualità del prodotto e della novità della zona».
«Secondo me bisogna andare al sodo - dichiara Andrea Pendin, che ha chiamato, non a caso, “L'Armonia” la sua tenuta sulle colline di Montecchio Maggiore, dove recupera vecchie vigne autoctone e pratica un' agricoltura del tutto naturale - cioè serve riscoprire una certa artigianalità, un bere popolare, un rapporto vero tra vignaiolo e cliente, non fasullo e fatto di marketing. Noi produciamo vini naturali, lavoriamo manualmente, anche se non siamo certificati come biologici, ma abbiamo creato una linea di vini chiamata “pop” nel senso proprio di popolare: vini facili da bere, anche per il portafoglio, naturali non lavorati. Ecco per me la direzione è una linea popolare e una visione mondiale».
La direzione vincente è quella che porta al territorio anche per Tomaso Piovene Porto Godi, e non potrebbe essere diversamente per chi è erede di una tradizione vinicola iniziata nel XV secolo nei dintorni di Toara, sui colli Berici. «Per il mercato italiano - precisa - osservo due tendenze: mentre prima si faceva più scorta oggi si compera ciò che si consuma. Poi il consumo è più regionalizzato: si consuma molto nella regione in cui il vino si produce. Il valore aggiunto per il nostro vino sono le nostre colline, le ville venete, il paesaggio, la cucina. Produrre vino nel nuovo mondo costa meno: su quello non possiamo competere, ma al contrario siamo vincenti nella storia. Da noi, si sa, il vino è una cosa seria».
«I winelovers chiedono “Italia” e “territori italiani” con forza - aggiunge Gaetano Marzotto - per noi è essenziale legare i vini che produciamo al loro territorio d'origine. Se non avessimo dei territori forti alle spalle, il Trentino - Alto Adige, il Veneto, la Franciacorta, la Toscana e la Sicilia, come potremmo pensare di avere successo sui mercati internazionali? La ricetta è fatta di stretta coerenza fra vino e territorio. C'è necessità di rafforzare questo legame, investendo di più sulla capacità del sistema Italia di accogliere adeguatamente quei milioni di appassionati che nel mondo vogliono conoscere sempre di più del nostro mosaico enologico. Pensiamo ad esempio alla Cina: come possiamo spiegare il nostro vino se non conosco i nostri vigneti? È evidente che “territorio” è la chiave per costruire anche i successi di domani».
«Io conto molto sull'Expo - aggiunge Gianni Zonin - perché si prevede, fra l'altro, che un milione di cinesi lo visiterà. Forse sulla Cina ci stiamo facendo troppe illusioni: andare in Cina a vendere porta piccoli incrementi, ma è quando i cinesi vengono qui, assaggiano la nostra cucina, incontrano per la prima volta il nostro vino che capiscono. Perché parta il consumo là abbiamo bisogno di portarli qua».
La Cina non è l'eldorado nemmeno secondo Fausto Maculan: «O meglio lo è per i vini cult, i vini trofeo, una cinquantina di etichette al mondo, amate dai collezionisti. Ma poi andiamoci piano: alcune denominazioni, come Chianti, Barolo, Montalcino possono fare discreti passi, ma il vino non appartiene ancora alla loro cultura, perciò è e va veicolato dalla gastronomia. Serve tempo». «Serve infine – conclude Zonin - una semplificazione nel settore. Non è possibile che oggi un produttore perda più tempo a districarsi fra leggi regionali, italiane, comunitarie che a produrre vini. In questo senso l'Unione Italiana Vini sta portando avanti un progetto importante di riorganizzazione delle leggi vinicole». S.C.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1