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Viaggi & Turismo

14.05.2020 Tags: turismo , vacanze , Europa , coronavirus , estate 2020

Vacanze estive
La Ue studia
come spostarsi in Europa

Con la revoca graduale delle misure restrittive nazionali nei Paesi dell’Unione Europea e una situazione epidemiologica del Covid-19 sotto controllo,sta per iniziare la "fase due" anche per le frontiere interne Schengen e di conseguenza per il turismo.

Per questo la Commissione europea, in vista dell’estate, per concedere un pò di ristoro dopo il flagello della pandemia, ma anche per risollevare il settore turistico, pari al 10% del Pil Ue, cioè a circa 1.400 miliardi di euro, ha presentato ieri un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni per aiutare gli Stati membri ad un graduale ritiro delle restrizioni per i viaggi e per consentire al settore del turismo di riaprire, rispettando le necessarie misure a tutela della salute.

La Commissione vorrebbe si decidessero spostamenti in modo non discriminatorio consentendo l'accesso a regioni o Paesi che hanno una situazione epidemiologica «con rischio simili tra loro» e in cui vi siano «capacità sufficienti in termini di ospedali, test, sorveglianza e monitoraggio dei contatti». 

 

CHI E PRONTO A RIAPRIRE. La Germania e l'Austria sono pronte a riaprire le frontiere dal 15 maggiod'accordo con Francia e Svizzera. Tedeschi e austriaci puntano a liberare rapidamente i collegamenti con Svizzera e Repubblica Ceca. Anche Estonia, Lettonia e Lituania hanno intenzione di aprire le frontiere da metà del mese. E la Germania studia la possibilità di "aprirsi" alla Danimarca.

Francia e Regno Unito ipotizzano un corridoio turistico che non richieda quarantene. Anche la Grecia vorrebbe creare corridoi con Austria, Bulgaria, Danimarca, Cipro, Norvegia, Germania e Repubblica Ceca. Lo stesso la Croazia. Malta, invece, ha chiesto corridoi con i Paesi che hanno gestito meglio l'emergenza pur non avendo specificato quali.

Ma il rischio è che qualche Paese, magari anche perché meno colpito, sia più avanti e che altri, invece, restino indietro. Ed in questo scenario rischiano di rimanere tagliati fuori Italia e Spagna. 

 

VACANZE, IL SONDAGGIO DEL GDV

 

PASSAPORTO IMMUNITARIO. Almeno per il momento sembra invece accantonata l’idea del passaporto immunitario. A pesare a sfavore, secondo gli esperti, il dubbio grado di affidabilità dei test sierologici, che ancora non godono del sostegno dell’Organizzazione mondiale della sanità. 

 

 

DALL' ITALIA. «Non accettiamo accordi bilaterali che possano creare percorsi turistici privilegiati e io stesso nell’ultimo colloquio con la Von der Leyen ho posto questo tema in merito alle ipotesi di rilancio del turismo a livello continentale» ha ribadito il premier Giuseppe Conte.  «Per quanto riguarda i corridoi turistici, c’è stato un fiorire di notizie più o meno infondate. Noi in Europa abbiamo posto il tema per chiedere regole uniformi a livello europeo dei turisti e non accordi bilaterali. Mi pare che l’Unione Europea vada in questa direzione e non farsi una malsana concorrenza tra singoli Paesi» lo ha detto il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini.

 

L'EUROPARLAMENTARE VICENTINA. «Le linee guida sul turismo della Commissione Ue sono incettabili. L’assenza del passaporto sanitario e la legittimazione, di fatto, degli accordi bilaterali o multilaterali tra Paesi per l’ipotetica apertura di corridoi turistici come quelli in discussione tra Germania, Austria, Croazia e Grecia, rappresentano decisioni pericolose che discriminano pesantemente l’Italia e penalizzano decine di migliaia di imprese, famiglie, lavoratori che operano nel settore, con un danno inestimabile per la nostra economia».. Lo dichiara in una nota l’europarlamentare della Lega Mara Bizzotto.

 

 

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