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Viaggi & Turismo

15.07.2013

Trentino, alba in malga

Una  malga dove svegliarsi all'alba; qui un casaro spiega il suo lavoro
Una malga dove svegliarsi all'alba; qui un casaro spiega il suo lavoro

Da molti anni il Trentino ha dischiuso l'accesso alle sue valli, spianato le strade del gusto e della storia, aperto i sentieri della conoscenza tra i boschi e le rocce delle sue montagne. Eppure, tra mille iniziative, è forse l'ultima a spalancare definitivamente la finestra su panorami finora sconosciuti. Una proposta che arriva dal Primiero e che fin dal nome, “Albe in malga”, richiama l'attenzione su un “qualcosa” che sa di ancestrale, un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio.
DI SABATO. Si tratta di un'iniziativa che permette di rivivere tutti i sabati di luglio e agosto i ritmi della vita di malga, immergendosi in un ambiente (e in un lavoro) lontano anni luce dalla quotidianità urbana. È soprattutto una passeggiata fuori dalla malga, poco prima dell'alba, quando uomini e mucche sono presi in una sorta di dormiveglia e l'aria fredda costringe a rifugiarsi in caldi piumini. A 1800 metri le montagne che stringono le valli in un'unica cornice sono ancora innevate, e di prima mattina i profumi delle infinite sfumature degli alberi secolari e dei rododendri t'investono tanto da farti girare la testa. A fare da apripista una guida alpina che, di tanto in tanto, segnala sul manto di neve le impronte degli animali spiegando che se la volpe cammina in modo da scivolare via senza troppe tracce e la lepre salta nervosa da un posto all'altro, qualche ragione c'è. E se dopo due ore di cammino in quota si sopravvive all'unico vero choc per gli italiani 2.0 (l'assenza di campo per smartphone e tablet), si raggiunge un'altra malga, in tempo per partecipare alla mungitura e alla caseificazione. Il valore aggiunto della proposta è la possibilità di pernottare in malga qualora il luogo offrisse la possibilità. È richiesta la prenotazione almeno con paio di giorni anticipo, telefonando alla locale azienda del turismo. L'unica somma da versare è quella della colazione (7 euro adulti, gratis per i bambini sotto i 12 anni), che viene consegnata ai gestori della malga. In alcuni casi è possibile trattenersi per il pranzo, previa prenotazione.
LA MALGA. La malga è parte integrante del patrimonio culturale, umano e storico che oggi il Trentino ha deciso di condividere; sotto la lente economica è sufficiente una cifra: 70mila, cioè i quintali di latte prodotti annualmente. Nel 1930 si contavano 500 malghe, oggi sono attive in 300. In questi piccoli ostinati capisaldi di quella che una volta era chiamata economia di sussistenza, la gente del luogo spiega con orgoglio che sino alla fine degli anni '40 del 1900 la vita era segnata dagli stessi ritmi e dallo stesso lavoro dell'800. Cos'è mutato da allora ad oggi? «Oggi le malghe sono raggiungibili con le automobili». La risposta data con montanara semplicità cela tuttavia un lavoro fatto di saperi antichi che si traducono nel Botìro (burro) e la Tosèla di Primiero, il Fontal o il Primiero stagionato, piuttosto che il Tosin grana o la ricotta affumicata; sapori che nascono e racchiudono gli aromi dei pascoli e dell'acqua della Val di Fiemme, Val di Fassa, Val Canali e, soprattutto, della Val del Vanoi. Ribattezzata dagli stessi abitanti il polmone verde del Trentino, è una porzione del trentino orientale sostanzialmente incontaminato dove, a intraprendere la strada dei boschi e delle montagne, si può camminare per giorni senza mai incontrare anima viva.
SENTIERI. Tuffarsi in quest'avventura significa scegliere anche i sentieri etnografici del Parco naturale Panaveggio-Pale di San Martino: percorsi escursionistici suddivisi per anelli tematici che si snodano tra Caoria (832 metri slm) e la malga “Svenota de sora” (1000 metri più in su), attraversando affreschi dove abitanti e natura hanno convissuto fin dagli albori.
“Albe in malga” unisce idealmente tutte le iniziative volte a recuperare e offrire a misura di famiglia la bellezza del Trentino, e il suo infinito bagaglio fatto di tradizioni, storiche e culinarie. Ultima in ordine di tempo la birra artigianale Bionoc, non filtrata e non pastorizzata, per mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche frutto dell'ingegno e della ricerca storica di due fratelli poco più che ventenni.
INFORMAZIONI. Maggiori informazioni si possono trovare su www.visittrentino.it/albeinmalga; www.stradadeiformaggi.com, www.agriturdalaip.it; www.ecomuseo.vanoi.it. ; www.birrificiobionoc.com.COPYRIGH

Federico Murzio
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