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Viaggi & Turismo

12.03.2020

Dante e la quercia
nel Delta
Itinerari in Polesine

La Quercia di Dante (Foto Archivio)
La Quercia di Dante (Foto Archivio)

Un anniversario importante quello che si celebrerà nel 2021, i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. In Veneto il padre della lingua italiana fu nel 1306 a Padova e nella marca trevigiana e soprattutto tra il 1313 e il 1318 dimorò a Verona.

Ma batte tutti sul tempo Rovigo col progetto "La Quercia di Dante", ideato da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comuni di Rovigo e Ariano, Accademia dei Concordi, Parco Regionale del Delta del Po Veneto.

Il "luogo" che ispira i rodigini è il monumentale esemplare di Quercus robur che fino al 2013 - prima di crollare, vittima del tempo e del maltempo - dominava l'argine del Po di Goro, vicino alla chiesa di San Basilio, un edificio sacro altomedievale attiguo al convento benedettino.

Una tradizione, quella della quercia, che è diventata più vera della verità per gli abitanti: si racconta che Dante nel 1321, rientrando da una ambasceria a Venezia, vi si sia arrampicato perchè nelle paludi aveva perso la strada per Ravenna (vi morì di malaria in quell'anno, in settembre).

 

Il riferimento storico per la leggenda è la sosta documentata nel 1321 di Dante all'Hospitium di San Basilio, gestito dai monaci di Pomposa. Il tutto è narrato a Palazzo Roncale di Rovigo nella mostra - fino al 28 giugno - che ripercorre la storia della Grande Quercia proponendo immagini dell'albero e della caduta, insieme ad una "reliquia" di legno e al lenzuolo che una artista stese sul tronco abbattuto, ricavandone una sorta di immagine. Info: www.palazzoroverella.com

 

IL DELTA ATTORNO. Natura e archeologia nella zona del Delta vanno a braccetto. I musei di Adria, città etrusca così importante da dare il nome al mare Adriatico, e di Loreo che racconta la vita quotidiana in età romana, fanno da cornice agli scavi di San Basilio di Ariano nel Polesine, recentemente riaperti, dove si vedono in diretta gli scavi dell'Università di Padova e di Venezia. 

Al Museo archeologico nazionale di Adria si ripercorre la storia del Basso Polesine, dove più civiltà del mondo mediterraneo e dell'Italia centro-settentrionale si sono incontrate, grazie al porto fluviale che venne aperto nel VI secolo a.C.. Transitarono qui materie prime e materie preziose, dall'ambra del Baltico all'argento, come provano i reperti sotto teca al museo, i gioielli etruschi, i vasi attici,i delicati vetri romani.

 

Da Adria prendono il via numerosi itinerari dentro il Delta che è riserva di biosfera Unesco. www.archeoveneto.it. www.parcodeltapo.org.

 

A Loreo, l'Antiquarium nella torre di Riviera Marconi aperto nel 2004, espone gli esiti degli scavi della grande villa rustica di Corte Cavanella.

A San Basilio gli scavi hanno fatto emergere materiali dal VI sec. a.C., di origine etrusca e greca e degli antichi Veneti.

 

IL MUSEO DEI GRANDI FIUMI. Nell'ex monastero degli Olivetani, Rovigo ospita dal 2001 il Museo dei Grandi Fiumi. Ripercorre, attraverso parte della raccolta di Camilli Silvestri, la storia del Polesine attraverso le sue genti con analogie su altri popoli d'Europa le cui civiltà si sono sviluppate sui fiumi. Si spazia da reperti dell'età del bronzo a oggetti di uso quotidiano del XVIII secolo con immagini multimediali e diorami. www.museograndifiumi.it

 

NOTA: A seguito del decreto ministeriale sulle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, musei e mostre sono chiusi fino al 3 aprile.

Nicoletta Martelletto
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