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Viaggi & Turismo

16.04.2019

Dal Veneto a Zanzibar
Il ristorante-isola
più visto sui social

The Rock, il ristorante-isola a Pingwe (Zanzibar)
The Rock, il ristorante-isola a Pingwe (Zanzibar)

ZANZIBAR. Fino a pochi anni fa era una semplice rimessa di pescatori aggrappata su uno scoglio dell'Oceano Indiano, oggi è il ristorante più pubblicato su Instagram e uno dei 10 posti più spettacolari al mondo in cui mangiare. Si chiama The Rock, è un ristorante-isola che si trova a Pingwe, una delle spiagge più frequentate di Zanzibar: alle sue spalle c'è una storia imprenditoriale tutta "made in Veneto" che è diventata anche una grande scommessa di solidarietà e rispetto per l'ambiente. A portarla avanti è Claudio Moras, veneziano, un imprenditore che da anni ha scelto Zanzibar, anzi il villaggio di Michamvi, come luogo di vita e di lavoro dopo una lunghissima esperienza di gestione di locali.

«The Rock è stata un azzardo - racconta - ma quella baracca in mezzo al mare che si può raggiungere a piedi con la bassa marea e in barca con l'alta marea ci aveva fatto innamorare». Nel 2010 Moras e i suoi soci italiani hanno deciso di portarvi acqua, gas ed elettricità. «All'inizio facevamo fatica a lavorare - ammette -. La nostra chiave di volta è stata l'arrivo di Mario Testino che ci ha scelto nel 2013 per un servizio fotografico su Vogue. Da allora le riviste si sono interessate a noi e il nome di The Rock ha iniziati a girare tra i viaggiatori».

 

Tra l'interno del locale e le due terrazze che sono state costruite sull'acqua, il ristorante oggi accoglie sino a 70 posti ma prenotare è veramente un'impresa quasi impossibile, visto il successo con la clientela internazionale, che ama l'idea di trovare in Tanzania la pasta fatta in casa e le aragoste appena pescate dall'oceano, unite ad un servizio che non sfigurerebbe in un qualunque ristorante stellato. 

 

Ora che la scommessa imprenditoriale è più che vinta, il titolare di The Rock vuole far crescere anche Zanzibar. Ha creato la Kichanga Foundation, a cui vanno parte dei guadagni del ristorante, per realizzare progetti sostenibili di empowerment locale, con uno sguardo sui bambini e sull'istruzione. Moras e i suoi soci hanno finanziato ad esempio l'università per alcuni studenti diventati poi insegnanti, organizzano corsi di nuoto per 130 bambine e di calcio per i ragazzini che hanno meno di 10 anni, proiettano film in inglese una volta a settimana e stanno per lanciare un progetto di educazione ambientale nelle scuole che coinvolge anche le famiglie.

 

 

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