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Viaggi & Turismo

14.09.2019 Tags: Altopiano di Asiago , foliage , autunno , festa , passeggiate , trekking , arrampicata

Asiago Foliage
Colori e profumi
della montagna

Foliage ad Asiago (Foto di Roberto Costa Ebech)
Foliage ad Asiago (Foto di Roberto Costa Ebech)

ASIAGO. È tempo di foliage: Asiago si riveste di colori e profumi autunnali, le montagne dell’Altopiano si trasformano in uno dei luoghi più affascinanti d’Italia per chi ama il periodo dell’anno che nel Nord America chiamano “estate indiana”: a partire da settembre i boschi si saturano di colori, l’aria si fa più frizzante, le giornate si accorciano e i raggi del sole, più inclinati, regalano tonalità aranciate al panorama.

 

L’”innamoramento collettivo” per il foliage di Asiago è talmente sentito che ogni anno viene celebrato con una festa che dura un intero weekend: il 19 e il 20 ottobre. L’occasione per divertirsi ad esplorare le vie del centro, pervase da un’atmosfera frizzante e autunnale, ma anche e soprattutto per andare a passeggiare nei luoghi più affascinanti dei dintorni, su sentieri, mulattiere e cime. E gli appassionati di fotografia, professionisti e dilettanti sono invitati, a cercare lo scatto perfetto, capace di restituire la magia di questa stagione. Un “grande classico” di Asiago Foliage è infatti il concorso fotografico associato alla manifestazione, durante il quale vengono selezionate, esposte e premiate le foto più belle per composizione, colori, luci ed atmosfere.

 

LA FESTA. Nelle vie e nelle piazze del centro va in scena una festa che coinvolge tutta Asiago, dai negozianti ai ristoratori, dagli artigiani agli animatori. Le attività commerciali proporranno addobbi a tema, ricette, oggetti per la casa e prodotti realizzati con zucche, castagne, funghi.

 

Non mancheranno laboratori creativi, sensoriali e scientifici per ogni età. Particolare spazio viene dedicato ai mestieri della montagna: momenti di vita contadina, con la riparazione degli attrezzi, la raccolta dei frutti, i canti e tanta cucina, ovviamente a base di Asiago Dop, polenta cotta lentamente sul fuoco e altri prodotti locali. Anche i ristoranti e i locali propongono ricette a tema, puntando sulla creatività unita alla tradizione. Non mancano, infine, performance artistiche con artisti di strada e associazioni varie.

 

Per non parlare delle passeggiate anche a due passi dal centro a cura di “Guide Altopiano”, “Asiago Guide” e dei Carabinieri Fores tali, alla ricerca degli scorci più interessanti da immortalare.

 

ITINERARI SEMPLICI.  A soli 5 km dal centro, in località Meltar, ecco la zona del Golf Club, considerato uno dei più bei campi di montagna d’Europa. Tutto intorno si ammira la veste autunnale di aceri, larici, tigli, ciliegi.

Sempre in prossimità di Asiago troviamo Cima Ekar. Tappa dell’Alta via Tilman, è la sede, tecnologicamente avanzatissima, di una stazione di osservazione dotata del più grande telescopio in Italia. 

 

Da provare anche gli itinerari che fanno parte di “Futourist”, il programma di cooperazione transfrontaliero Interreg Italia-Austria, tutti di grande pregio naturalistico, paesaggistico, storico e culturale. Percorsi che nascono in seguito a una riflessione sulla mobilità dolce e lenta, che ben si sposa all’autunno. Ad esempio, da Camporovere, in poco più di un’ora, si raggiunge il Forte Interrotto, sentinella che veglia su Asiago, circondato da un bosco dai colori magici. 

 

Più impegnativa la “scala delle Alpi”, Calà del Sasso, un tripudio di colori e un vero monumento storico.  Composta da 4.444 gradini di calcare grigio tra rocce e strapiombi, era la via utilizzata anticamente dai taglialegna per fare rotolare i tronchi d’albero fino al Brenta, e da lì fino a Venezia. In autunno il colore dei faggi e lo scrocchiare delle foglie depositate sul sentiero rendono questo percorso un’esperienza sensoriale speciale.

 

TREKKING E ADRENALINA. Forse la zona che in autunno esprime al meglio la sua tavolozza di colori è la Val Galmarara, dove il giallo del larice, associato al pino mugo, crea una combinazione sorprendente. Si sale da piazzale Lozze, si raggiunge il Baito Ortigara e si arriva a una trincea austroungarica scavata nella roccia, per poi continuare fino alla sommità del monte, a 2105 metri. Qui ci si imbatte in un cippo commemorativo italiano e, pochi minuti dopo, in uno austriaco.

 

Per chi arrampica da provare la Falesia Covolo di Lusiana, con tiri strapiombanti di grande fascino, adatti a tutti i livelli di difficoltà. A Foza, tra gli abitati di Ori e Biasia, ci sono vie esposte a sud, prevalentemente di difficoltà medio-alta, mentre a Camporovere si trova Höll, una falesia all’aperto.

 

 

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