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25.04.2020 Tags: Ryanair , Ministero dei Trasporti , Fiumicino , Italia , Il trasporto aereo , come riprenderemo a volare , aereo , aeroporto , coronavirus , fase 2

Aerei a terra
Ecco come voleremo
dopo il coronavirus

Uno dei settori che dovrà essere maggiormente rivoluzionato, al termine del lockdown, dopo decenni di espansioni delle low cost, riduzioni tariffarie e analoghe contrazioni degli spazi fra i seggiolini, sarà quello aereo. Le compagnie dovranno riprogettare le procedure: termo scanner agli imbarchi, guanti e mascherine per i passeggeri, imbarco coi soli «finger», posti contingentati e assegnati ad adeguata distanza, sanificazione frequente, pasti rigorosamente sigillati, pulizia e sterilizzazione degli ambienti a fine volo. E i serpentoni fitti di passeggeri, disegnati dalla colonnine "tendi nastro", apparterranno al passato.

 

IN ITALIA. La misurazione della temperatura con il termoscanner sia per i passeggeri in partenza sia in arrivo - con l’ipotesi di farlo al terminal partenze e alla discesa del velivolo-, obbligo del rispetto del distanziamento anche sull’aereo, dove i viaggiatori dovranno tenere mascherina e guanti), sanificazione (in base al traffico) di tutti gli spazi negli aeroporti cercando di separare nettamente arrivi e partenze sono fra le misure previste nella bozza di lavoro del ministero dei Trasporti alla cabina di regia della Fase 2.

Per la task force di Vittorio Colao il trasporto aereo rientra –assieme al settore sanitario e a quello sociale dell’assistenza alle persone- tra le attività ad alto rischio: quelle, per intenderci, da “bollino rosso” per le quali il ritorno alla normalità sarà molto più lungo e complicato rispetto ad altri settori. 

 

RYANAIR SI OPPONE. Chi con vigore si è già opposto, in parte, a queste procedure è il gruppo Ryanair, bocciando l’ipotesi di tenere vuota la fila centrale di sedili per garantire la distanza di sicurezza sugli aerei. «Ryanair non riprenderà a volare con obbligo dei posti vuoti alternati», Michael ÒLeary, vulcanico amministratore delegato della compagnia ha messo subito le mani avanti sulla futura ripartenza del settore aereo, messo a terra dall’emergenza coronavirus. 

Secondo il numero uno della low cost irlandese, Ryanair «non può far soldi con un tasso di riempimento del 66%» e lasciare liberi i posti di mezzo «non garantisce comunque una distanza sufficiente», per cui è «un’idea stupida, che non porta a niente». ÒLeary ha anche avvertito il governo irlandese che se introdurrà questa regola, «o pagherà lui per il posto di mezzo oppure semplicemente non si volerà». 

La compagnia, tra le misure che predilige, è per l’introduzione del controllo obbligatorio della temperatura dei passeggeri e per l’uso delle mascherine.

Secondo quanto si legge in una lettera indirizzata dal direttore per lo Sviluppo delle Rotte, Neil ÒConnor, agli aeroporti italiani, il vettore nel riprendere il servizio, «darà priorità» agli scali che assicureranno «zero tasse (di atterraggio e aeroportuale, ndr)» tra maggio e ottobre, «zero tassa di atterraggio e tassa aeroportuale ridotta del 50%» tra novembre e marzo del 2021 e «tassa aeroportuale ridotta del 50%» tra aprile e ottobre 2021.

 

I TEST DI EMIRATES. Emirates, il 15 aprile, nell’aeroporto di Dubai -hub della compagnia, ha effettuato una prima prova di screening tramite esami del sangue rapidi per testare al Covid-19 i passeggeri in partenza verso Tunisi. L’esame, effettuato dalla Dubai Health Authority direttamente nell’area check-in del Terminal 3, ha fornito il risultato in dieci minuti. Adel Al Redha, Chief Operating Officer di Emirates, ha dichiarato che la compagnia, dopo questo primo esperimento, ha intenzione di aumentare le capacità di test nel futuro e quindi di estenderle anche ad altri voli: tutto questo per fornire una conferma immediata per i passeggeri che viaggiano in paesi che richiedono i certificati di test COVID-19.

 

ALL'AEROPORTO DI FIUMICINO.  Riorganizzazione degli spazi, rimodulati per garantire il distanziamento sociale, adeguamento della segnaletica nelle aerostazioni per il rispetto del droplet, incremento delle indicazioni ed informazioni su monitor di servizio, maxi schermi, totem informativi e depliant. Ed ancora ulteriori installazioni di dispenser di gel igienizzante a servizio di passeggeri ed addetti, l’apporto di mascherine per la protezione individuale,

barriere in plexiglass presso le postazioni di sicurezza e per il controllo passaporti. Sono tra gli scenari e le misure che potrebbero configurarsi, per l’aeroporto di Fiumicino per quando, con gradualità e con criteri assoluti all’insegna della sicurezza sanitaria, potrà scattare la «fase 2» dell’emergenza legata al Covid-19.

 

I DATI DEL TRASPORTO AEREO. Il trasporto aereo è uno dei comparti maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus. Nel solo mese di marzo, gli aeroporti italiani hanno perso oltre 11,5 milioni di passeggeri con una flessione del traffico che, da alcune settimane, si è assestata complessivamente ad un sostanziale -100%. Le attuali stime invece, dicono che l’anno in corso potrebbe chiudersi con una perdita di 120 milioni di unità rispetto alle previsioni.

 

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