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Viaggi e turismo

24.01.2012

Un Gallo Rosso sveglia i masi

In alto sport al maso Karerhof; qui tour con la slitta in Alta Badia
In alto sport al maso Karerhof; qui tour con la slitta in Alta Badia

Roberta Bassan
VARNA - BRESSANONE
La sveglia alle 5.30 è consigliata, mentre i crauti sfrigolano, il pane s'impasta, la testina si sgrassa. È l'ora della mungitura, la vita in fattoria comincia dopo una serata passata vicino alla stube. Si può assistere, aiutare, curiosare. Nei masi Gallo Rosso non si bara, con tanto d'ispettori a garantire l'autenticità dell'offerta contrassegnata dai fiori, da uno a quattro, a seconda del grado di rispetto dei 96 rigidissimi criteri che contraddistinguono servizi, qualità dei locali, prodotti. Una regola su tutte: «Il maso deve essere vivo», cioè la fattoria autentica. Tutti i masi “Gallo Rosso” devono svolgere come attività primaria l'agricoltura o l'allevamento, l'ospitalità è un'attività secondaria: questo garantisce l'autenticità della “fattoria”, che non diventa un agriturismo dedito solo all'ospitalità, ma rimane un vero e proprio maso in cui si lavorano i campi e si alleva bestiame. Cucina la moglie del contadino, serve in tavola la figlia, il figlio aiuta il padre.
«Il marchio “Gallo Rosso” - racconta Hans Kienzl, direttore marketing dell'Unione Agricoltori Alto Adige - è nato nel 1999 con l'obiettivo di promuovere le aziende agrituristiche che offrono alloggio al maso. Oggi sono 1.490 (su 2668) gli agriturismi Gallo Rosso che offrono pernottamento per tutto l'arco dell'anno. Nel 2003 il marchio è stato esteso agli ambiti “ristorazione al maso” e “prodotti di qualità”: il primo raccoglie tutti i masi che offrono un servizio di ristorazione di qualità, il secondo propone quelli che producono specialità proprie come succhi, confetture e sciroppi di frutta, distillati, aceti, formaggi, latticini, uova, erbe aromatiche e frutta secca. Il “Gallo Rosso” è diventato simbolo dell'agriturismo in Alto Adige riunendo “vacanze al maso”, “ristorazione al maso” e “prodotti di qualità dal maso” sotto un marchio-ombrello, che vuole garantire qualità del prodotto e dei servizi».
Alla gente piace. Lo dicono i dati: nel 2010 la crescita dei pernottamenti è stata del 4,8% rispetto all'anno precedente. Trend positivo anche in tutto l'Alto Adige con un incremento medio pari al 1,8%, in linea con la tendenza che predilige le vacanze in montagna a stretto contatto con la natura. In undici anni, dal 1999 al 2010, la crescita dei pernottamenti dei masi Gallo Rosso è stata del 143%. Nel 2010 ci sono stati 280 mila nuovi arrivi per un totale di quasi due milioni di pernottamenti. I mesi più ambiti sono gennaio, con un aumento dell'8% e febbraio, con l'aumento del 7%. La durata media della vacanza in fattoria si è allungata fino a 7 giorni, quando la permanenza media di settore è intorno ai 5 giorni. Il 40% sono famiglie con bambini, il resto viaggia in coppia alla ricerca di un sano relax e di una full immersion nella natura. Uno su due torma a soggiornare per la seconda volta.
Poche ancora purtroppo le osterie agricole: sono 37 i masi con gusto dove si possono gustare i prodotti tipici, garantiti dalla qualità. E 54 i masi che sfornano i prodotti Gallo Rosso, una gamma di 500 specialità acquistatili nelle singole fattorie ma che, in ordine sparso, si possono comprare anche in qualche supermercato altoatesino, mentre a Merano si trovano negli scaffali di un monomarca. La garanzia? «Siamo rigidi - ribadisce Kienzl - il 75% delle materie prime deve arrivare dalla propria maso». Come nel Gallo Rosso Strasserhof a Varna, appena sopra Bressanone, un “gioiello” in mezzo ai vigneti, premiato nel 2010 con i tre bicchieri del Gambero rosso per il Feltrina bianco e per il Riesling bianco, i due cavalli di battaglia della fattoria, che è pure alloggio ed osteria. Per avere il quadro dell'ospitalità tipica basta scorrere il sito www.gallorosso.it o richiedere via mail a info@gallorosso.it il catalogo che sarà inviato in modo gratuito. L'Unione agricoltori spende ogni anno 100 mila euro in spedizioni postali. Un investimento che, a quanto pare, paga visto l'interesse per i soggiorni al maso. E i contadini guardano avanti: nel 2013 il Gallo Rosso potrebbe estendersi ai prodotti artigianali, manufatti in lana e legno fatti rigorosamente a mano.

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