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22.03.2019

Facebook, nuova grana: milioni di password visibili

Nuovo passo falso per il gruppo di Mark Zuckerberg
Nuovo passo falso per il gruppo di Mark Zuckerberg

Facebook ha conservato, senza criptarle, le password di «centinaia di milioni» di account, visibili come semplice testo a decine di migliaia di dipendenti del gruppo. È questo l'allarme sollevato da Brian Krebs, un giornalista specializzato in cybersicurezza, confermato parzialmente dalla stesso gruppo di Mark Zuckerberg.

 

In un blog Facebook non ha detto quanti dei suoi utenti sono stati coinvolti ma ha spiegato che «come parte di una analisi di routine di sicurezza a gennaio abbiamo scoperto che alcune password degli utenti erano conservate in un format leggibile all'interno nei nostri sistemi di storage. Questo ha sollevato la nostra attenzione dal momento che i nostri sistemi di log-in sono pensati per mascherare le password utilizzando tecniche che le rendono illeggibili. Abbiamo risolto la questione e in modo precauzionale invieremo una notifica a tutti coloro la cui password era conservata in quel modo» meno sicuro. Stando a quanto scritto sul sito krebsonsecurity.com, l'incidente risale almeno al 2012.
Facebook ha tenuto a precisare che non è stata trovata alcuna prova che dimostri abusi dei dati in questione.

 

Per l'azienda guida da Mark Zuckerberg si tratta comunque dell'ennesimo passo falso. Dopo lo scandalo legato a Cambridge Analytica, esploso un anno fa, Facebook è stato messo sotto pressione dai legislatori su ambo le sponde dell'Atlantico. E ora le autorità Ue vorranno gettare luce su quest'ultimo indicente. Stando alla nuova General Data Protection Regulation, le persone colpite da violazione della privacy devono ricevere una notifica entro 72 ore. Inoltre, è previsto che le password siano conservate in modo sicuro. Difficilmente la Commissione Ue concluderà che conservale senza crittazione rispetti i suoi parametri di sicurezza. Facebook stima di inviare notifiche a «centinaia di milioni di utenti di Facebook Lite» (la versione usata soprattutto in regioni con una connettività scarsa), a «decine di milioni di altri utenti Facebook e a decine di migliaia di utenti Instagram», la app di condivisione di immagini controllata dal gruppo. Al Nasdaq il titolo è poco mosso (-0,2% a 165 dollari). 

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