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16.05.2014

Percorso integrato per le pazienti di Senologia

Il direttore generale dell'ULSS 3 Antonio Compostella e l'ospedale di Bassano del Grappa
Il direttore generale dell'ULSS 3 Antonio Compostella e l'ospedale di Bassano del Grappa

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile ed è la principale causa di morte fra i 40 ed i 50 anni nei paesi occidentali. Negli Stati Uniti si prevedono per il 2014 ben 232 mila nuovi casi ed un numero di decessi pari a circa 40 mila.
In Italia si stima vengano diagnosticati circa 47 mila casi all'anno (29% di tutte le nuove diagnosi di tumore, circa il 40% tra le 45-65enni) con la probabilità di un caso di tumore della mammella ogni 8 donne nel corso della vita. Circa 12 mila donne muoiono ogni anno ancora per cancro mammario
Negli ultimi decenni si è assistito ad un cambiamento radicale nell'approccio a questa patologia: Il trattamento chirurgico che un tempo era l'unica arma a disposizione del medico per combatterla, è diventato sempre meno aggressivo:
Dagli interventi altamente demolitivi eseguiti fino agli anni '70 del secolo scorso, all'approccio conservativo sul tumore e sui linfonodi ascellari (linfonodo sentinella), la donna affetta da carcinoma mammario si è giovata di un notevole beneficio estetico e funzionale senza dover pagare il prezzo di un aumento del tasso di recidive locali o un peggioramento della sopravvivenza (come ampiamente dimostrato dagli studi impostati da Umberto Veronesi fin dai primi anni 80). Inoltre il perfezionamento e l'evoluzione degli strumenti radiologici, il ricorso a controlli preventivi in forma organizzata (implementazione dei programmi di screening mammografico) hanno consentito diagnosi sempre più precoci con neoplasie sempre più piccole e, di conseguenza, trattamenti chirurgici sempre più conservativi. Non da ultimo lo sviluppo di sempre più efficaci trattamenti oncologici, hanno portato ad un drastico miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita, che si traduce in una effettiva riduzione della mortalità nella popolazione femminile, a fronte di un lieve, ma costante, aumento della incidenza.
Grazie alle esperienze britanniche dei primi anni '90 si è giunti a definire i modelli organizzativi, condivisi in ambito europeo, che evidenziano come questi risultati sono stati possibili attraverso una costante integrazione tra le varie discipline. La radioterapia, la chemioterapia, l'ormonoterapia e da ultimo la terapia con anticorpi monoclonali, hanno assunto un ruolo fondamentale nel trattamento multidisciplinare del cancro della mammella.
Dalla prima conferenza europea sul cancro della mammella tenutasi a Firenze nel 1998 alle risoluzioni del Parlamento Europeo del 2003 e del 2006 recepite dai Parlamenti nazionali, si è giunti ad una serie di iniziative concrete per poter garantire a tutte le donne affette da tumore mammario il diritto ad essere curate da una equipe multidisciplinare e sviluppare una rete capillare di centri di senologia certificati ed interdisciplinari che debbano soddisfare criteri di qualità. E' dimostrato, infatti, che curare le pazienti con carcinoma mammario in centri dedicati multidisciplinari ha un impatto sulla sopravvivenza (> 8% a 10 anni) e sulla qualità del trattamento (maggior numero di interventi conservativi)
Per questi motivi la paziente affetta da una patologia mammaria dovrebbe essere seguita in tutto il suo percorso da un Gruppo Multidisciplinare.
LA SENOLOGIA NELL'ULSS 3
"L'attività senologica a Bassano - spiega il direttore generale Antonio Compostella - è stata sempre caratterizzata da un notevole volume di attività sia da un punto di vista diagnostico radiologico, sia dalla valutazione clinica, dalla terapia chirurgica ed oncologica. Con il supporto di molte associazioni vi è stata notevole sensibilizzazione delle donne grazie ad una capillare informazione sul territorio".
Dai dati del registro tumori del Veneto risulta che nel quinquennio 1995-1999 la media dei casi incidenti di carcinoma mammario nell'Ulss 3 è stata di 101 casi all'anno e la media dei decessi è stata di 26 casi. Nel quinquennio successivo il numero totale di casi segnalato è stato di 572 casi, un'incidenza che resta comunque inferiore rispetto ad altre aree della nostra regione.
Già dal 1998 si era sentita la necessità di proporre progetti per migliorare l'organizzazione dell'attività senologica nell'ambito del reparto di Chirurgia Generale:
Nel 2003 è stato istituito un gruppo di lavoro per stipulare un patto Aziendale tra Ulss 3 e Medici di Medicina Generale per la definizione dei percorsi clinici organizzativi integrati per la gestione delle Pazienti affette da patologia mammaria.
L'introduzione dello Screening mammografico, nel novembre 2005, e l'ottima adesione nei primi rounds, ha aumentato il numero di casi diagnosticati di carcinoma mammario, spesso in stadi iniziali: si poneva molto spesso pertanto la necessità di concordare con i vari specialisti l'iter diagnostico e terapeutico più opportuno: questo avveniva attraverso colloqui interpersonali, in tempi ristretti, senza la possibilità di una visione globale del problema, senza che rimanesse alcuna traccia del coinvolgimento polispecialistico.
Si è cercato pertanto di istituire una forza operativa, trasversale, composta da chirurghi, oncologi, radiologi, anatomo patologi, psicologi, infermieri e quanti altri, dedicati e motivati, che potesse studiare, analizzare e formulare un programma terapeutico integrato per trattare ogni singola paziente affetta da questa frequente patologia. Un gruppo multidisciplinare che, agendo in sinergia con le unità operative interessate e con le strutture territoriali, potesse provvedere e gestire dalla genetica alla prevenzione, dalla diagnosi al trattamento del tumore primario, dal follow-up alla cura della malattia avanzata e alle cure palliative.
L'obiettivo è stato quello di creare un punto di riferimento per le pazienti affette da patologia mammaria, dove ciascun specialista potesse mettere a disposizione la propria professionalità e le proprie conoscenze, offrendo un servizio a 360 gradi al fine di garantire il più alto standard di trattamento in base alle linee guida nazionali ed internazionali.
Dal 2010 si è pertanto costituita nella nostra Asl l'"Unità Senologica", ufficialmente riconosciuta poi con apposita delibera del Direttore Generale.
Ma qual è l'organizzazione ? Come avvengono gli incontri? Le pazienti afferiscono all'Unità attraverso vari canali, (medico di medicina generale, screening mammografico, ambulatorio senologico ed oncologico), giungono ad una diagnosi di cancro attraverso gli esami strumentali (mammografia, ecografia, risonanza magnetica), all'agoaspirato o all'agobiopsia (diagnosi citologica ed istologica). Ogni caso viene portato alla discussione collegiale nell'ambito del gruppo, si analizzano i vari aspetti e le caratteristiche del tumore, l'età e le condizioni generali e psicologiche della paziente, si definiscono i trattamenti primari chirurgici od oncologici.
In un secondo momento vi è l'approccio diretto con la Paziente: il momento critico della comunicazione viene proposto a più voci in modo da poter rispondere subito e nel modo più corretto ed esauriente alle angosciate domande che vengono formulate.
Seguono la visita e le proposte terapeutiche, con le possibili opzioni, se presenti: la donna viene così personalmente coinvolta ed aiutata nella scelta difficile del trattamento della sua malattia, adeguato alle proprie necessità, puntando sempre alla sicurezza oncologica.
Ad ogni donna viene offerta la possibilità di accedere ad una consulenza psicologica, se necessaria, per poter superare le fasi più difficili del suo percorso di cura.

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