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16.05.2014

Avanti con l'umanizzazione  del Pronto Soccorso

Da sinistra: l'Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto e il Governatore del Veneto Luca Zaia
Da sinistra: l'Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto e il Governatore del Veneto Luca Zaia

La giunta regionale, su proposta dell'assessore alla sanità Luca Coletto, ha stanziato una somma complessiva di circa 523.000 euro per proseguire nella realizzazione della riforma nel senso dell'umanizzazione nei Pronto Soccorso del Veneto.
Il provvedimento è stato illustrato dal presidente della Regione Luca Zaia nel corso del punto stampa tenutosi dopo la riunione dell'esecutivo e prevede un finanziamento di 450 mila euro per finanziare 30 borse di studio annuali di 15.000 euro l'una da destinare ad altrettanti laureati in materie sanitarie (infermieristica o medicina) da mettere all'opera nelle sale d'attesa per tenere i contatti informativi con i pazienti in attesa e i famigliari di quelli all'interno degli ambulatori. 73.350 euro serviranno invece per attivare una veloce formazione specifica sui comportamenti da tenere.
"Come detto fin dal primo giorno - ha tenuto a sottolineare il Governatore - tutto deve andare a regìme entro settembre e così sarà. Con questa delibera investiamo anche sui giovani che si apprestano a varcare la soglia delle professioni sanitarie. Credo sia un'esperienza assolutamente formativa che essi possano partire dalla gavetta, da una sala d'attesa del Pronto Soccorso, dal rapporto diretto con i pazienti".
Il Progetto di Formazione, affidato all'Ulss 9 di Treviso, presenta tre linee di sviluppo: Corso per il personale dipendente afferente ai Pronto Soccorso, operatori socio sanitari dedicati o a supporto, infermieri di triage o di sala; Corso per laureati in scienze infermieristiche con borsa di studio dedicata allo svolgimento di un tirocinio annuale; Corso di formazione per l'operatore volontario.
"Ma non ci fermiamo qui - ha incalzato il presidente - perché vogliamo arrivare ad un Pronto soccorso dove non debba accadere che un paziente aspetti ore e ore per avere una prestazione. Stiamo infatti lavorando ad una nuova delibera, che approveremo quanto prima, con la quale andremo a rivedere i protocolli operativi e porremo un limite orario plausibile da non superare per ogni paziente che, fatta la media, dovrà aggirarsi attorno alle 4 ore. C'è anche una questione legata al numero del personale - ha aggiunto - e dove necessario assumeremo senza problemi. Siamo però convinti che suppergiù l'80% della questione sia legata ad aspetti organizzativi e di protocollo operativo e lì andremo ad intervenire".
Il Presidente ha concluso ricordando che la stragrande maggioranza delle lamentele arrivano da persone che hanno un codice bianco o verde (i due meno gravi che assommano a circa il 70% di tutti i 2 milioni annui di accessi ai Pronto Soccorso), "ed in questo senso stiamo lavorando anche per dare vita ad una grande alleanza con i medici di medicina generale. L'accordo ancora non c'è, ma il lavoro prosegue con costrutto". Intanto va avanti un'altra rivoluzione. Ci sono due scadenze da rispettare rigorosamente. Non oltre il 29 maggio c'è da consegnare in Regione a Venezia il progetto definitivo. Il primo settembre si inizia davvero. Parte il nuovo sistema organizzativo per accogliere in pronto soccorso pazienti e familiari, e gestire la delicata fase dell'attesa per le persone che stanno male e per coloro che li accompagnano. E' stata la prima cosa che il governatore Luca Zaia ha chiesto alle Ulss con decisione all'inizio del mandato per dare una svolta a un problema che, anche nel Veneto, crea malessere, e sul quale, come detto, da sempre si appunta la maggior parte delle lamentele della gente. Ora, dopo riunioni, discussioni, esperimenti a Belluno, Arzignano e Treviso, dopo il lavoro di una commissione coordinata dal Creu regionale, alla quale hanno preso parte i primari di tutti i pronto soccorso del Veneto, e il varo di un documento finale che detta gli standard per tutte le aziende, si dà il via a un nuovo corso in cui c'è pure da attuare la parte, altrettanto importante, del programma che riguarda la gestione dei flussi, per evitare perdite di tempo, sovrapposizioni e passaggi inutili, e i percorsi, perché le cose vadano per il verso giusto, vanno concordati con i medici di base. Sciolte anche le riserve sulla figura-cardine del nuovo ciclo, che avrà il compito di fare da trait-d'union con gli utenti: l'assistente di sala. Gli "steward" del pronto soccorso potranno, appunto, essere infermieri neo-laureati segnalati dalla direzione sanitaria, operatori socio-sanitari interni anche staccati da altre mansioni, volontari delle associazioni. Per tutti, prima di iniziare un'avventura davvero inedita, un corso di formazione durante l'estate. Un ultimo incontro a Montecchio Precalcino con i tecnici dell'assessorato alla sanità della Regione ha dato il via finale a un'operazione semplice sulla carta ma poi non poco complessa nella pratica, perché si tratta di rivedere radicalmente il sistema su una serie di fronti: comfort ambientale, informazione, accoglienza, accessi. Ci vogliono lavori e risorse. Non facile cambiare di punto in bianco strutture, schemi, mentalità. L'obiettivo è di migliorare il grado di soddisfazione del paziente creando un clima più sereno e controllato, dimostrando un'attenzione diversa perché si aspetti il proprio turno senza sentirsi un numero dimenticato fra muri grigi e malinconici, ma anche adottando correttivi per ridurre affollamento e tempi. La rivoluzione comincia dagli spazi. Non più una sala asettica e file monotone di sedie che, nelle ore di maggior "traffico", non bastano per tutti, ma un ambiente spazioso, climatizzato, luminoso, pareti e pavimenti colorati, contrasti cromatici per delimitare aree e percorsi. Inoltre, zone corrispondenti ai codici di urgenza e angoli appartati per i familiari dei pazienti più gravi, lo sportello-triage collocato in modo da garantire la privacy, e, per gli stranieri, la possibilità di consultare un interprete. Attenzione massima, poi, per la segnaletica (in italiano e inglese), e per i servizi (ci saranno prese elettriche, set di ricarica per telefoni cellulari, distributori automatici di bevande calde e fredde, wi-fi, un totem internet). Per ottimizzare l'informazione pannelli e opuscoli multilingue per spiegare precedenze, ticket, esenzioni, e un monitor per aggiornare su attività in corso, pazienti in attesa e in trattamento.

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