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Moda & tendenze

08.01.2020

Cashmere
Il fascino naturale
della maglia

Un'immagine della collezione cashmere Falconeri
Un'immagine della collezione cashmere Falconeri

Nessun uomo potrebbe farci sentire protette quanto una maglia in cashmere, diceva Coco Chanel, attribuendo a questo filato il potere di un'armatura o di un abbraccio. Non era l'unica ad amarlo: quando le grandi attrici di un tempo venivano ritratte nella loro intimità e comfort zone, erano sempre avvolte da una maglia in cashmere.

Il cardigan attillato sulle forme di Kim Novak, i pullover di Marilyn Monroe con le maniche rimboccate sui gomiti hanno segnato la storia e l'immaginario. Ma anche il maglione in cashmere da uomo a collo alto ha forti rimandi a categorie maschili che ne fecero una sorta di uniforme, dal lupo di mare all'intellettuale parigino passando per le Black Panther.

 

Di moda lo è sempre stato, ma grazie ad alcune griffe che lo hanno proposto in modo alternativo, strizzando l'occhio alla sostenibilità, la maglia in cashmere è il nuovo pezzo timeless di stagione. Da indossare senza nulla sotto come i più classici e lussuosi maglioni, alternativa luxury ai top, bluse e felpe ma anche al posto di giacche e cappotti nel caso dei cardigan lunghi.

 

L'origine? Poco importa se proviene da Cina e Mongolia, patrie della più pregiata fibra lunga che ha una maggiore morbidezza e impiega più tempo a infeltrire, o dall'Italia, dai distretti umbri e biellesi in particolare, dove la quantità è inevitabilmente inferiore ma di ottima qualità. Lo testimoniano i maglioni in cashmere di Loro Piana o Brunello Cucinelli che hanno fatto di questo pregiato filato la propria firma «Made in Italy».

 

Pull superlight e morbidissimi che racchiudono al solo sguardo, confermato dal tatto, la sensazione del vero lusso. E di durata nel tempo, perché il destino di una maglia in cashmere è quello di essere molto amata per tanti anni e per questo motivo rientra per natura nella moda sostenibile. Lo spiega un'esperta, l'attrice ambientalista Suzy Amis, moglie del regista James Cameron e promotrice di iniziative come il Red Carpet Green Dress, che porta la moda sostenibile agli Oscar: «Ho un debole per il cashmere. Anche se non è un tessuto particolarmente sostenibile, investo in qualità, quindi è sostenibile nel senso che non è una moda da buttare dopo poco tempo».

 

Questo pregiato filato naturale ha il grande vantaggio di durare a lungo, senza mai perdere la sua bellezza originale, rassicurando coloro che vogliono stare alla larga dal classico e triste maglioncino acrilico stampato. Alcune griffe hanno poi avviato dei progetti destinati ad accentuare questo carattere di sostenibilità del cashmere. Come anticipato, lo storico marchio fiorentino Malo, specializzato in maglieria di cashmere, ha lanciato il servizio di rigenerazione dei suoi capi, ovvero la possibilità di dare nuova vita agli articoli del brand realizzati in cashmere, lana e fibre naturali di qualsiasi età. È stato battezzato invece «Re Generation Cashmere», il progetto di Falconeri, marchio del Gruppo Calzedonia, che lavora il cashmere perché sia longevo, e perché i suoi capi possano diventare parte di una vita intera o addirittura di un'eredità.

La campagna strizza l'occhio agli appassionati di moda più attenti alla sostenibilità, in un'ottica di economia circolare e di rivalorizzazione del cashmere usato. Nei negozi, in cambio di un buono, avviene la raccolta dei capi con i cui filati viene realizzata in edizione limitata una speciale coperta, in collaborazione con la manifattura di eccellenza Millefili Spa. Un caldo ed etico abbraccio per l'inverno, per le serate no ma anche per quelle sì. 

F. LOR.
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