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27.09.2013

Heinz Tesar, l'arte di leggere in modo inusuale i contesti urbani

La Chiesa cattolica di Vienna, Heinz Tesar. FOTO CHRISTIAN RICHTERS
La Chiesa cattolica di Vienna, Heinz Tesar. FOTO CHRISTIAN RICHTERS

«L'Architettura inizia prima dell'architettura» dice Heinz Tesar. Parlare di architettura è sempre stata una ragione complessa, spesso elitaria, spesso intellettualistica. Nel recente passato, soprattutto in Italia, le occasioni per fare esperienze di architettura contemporanea si contano nelle dita delle mani e ciò ha consentito che, inevitabilmente, il dibattito si trasferisse altrove.Non mancano in Italia bravi architetti, mancano architetture, non mancano luoghi da progettare o riprogettare, mancano occasioni per farlo. Mai come oggi si rende necessario comunicare le ragioni di un progetto, parlare di architettura realizzata e farlo in modo chiaro, comprensibile a tutti, trovare nuovi riferimenti. Una buona occasione si presenta domani mattina: alle ore 11 in Basilica Palladiana l'incontro “Fare e Rifare Architettura”, organizzato da Isai design academy (www.isai.it), presenta il lavoro di Heinz Tesar, uno tra i più importanti e rappresentativi architetti austriaci contemporanei (nel 2011 riceve il Grossen Osterreichischen Staatspreis, massimo riconoscimento per gli artisti di tutta l'Austria). Nato a Innsbruck, studia a Vienna dove apre il suo Atelier, dedicandosi ad una personalissima ricerca spesso in bilico tra arte ed architettura:come lui stesso ricorda, «l'Architettura è Baukunst» ( è arte di costruire, ndr), la ricerca di una verità del progetto che prescinde da un metodo prefissato, ma che si può raggiungere «solo in seguito ad un diretto confronto con cliente e luogo». I luoghi delle sue architetture sono spesso contesti storici ben caratterizzati, come nel caso del Bodemuseum di Berlino, o ai progetti per la nuova sede della Banca del Tirolo e Voralberg (Btv) e del vicino spazio commerciale per Interio,entrambi nel centro storico di Innsbruck. Ed è proprio in questi contesti che il lavoro di “rigenerazione” sull'esistente diventa interessante, attraverso un confronto sapiente, privo di pregiudizi, che cerca solo di dare ragione alle esigenze del progetto. Altre volte i luoghi richiedono nuovi spazi necessari, generatori di processi aggregativi, come nel caso della calorosa Chiesa cattolica di Christus Hoffnung der Welt a Vienna, vicino al Danubio. L'architettura di Tesar va quindi intesa nel suo ruolo sociale, esperienza dello Spazio, «forma semplice che si deforma attraverso il processo», non oggetto di stile che segue mode o forme pre-costituite. Molte le occasioni per trasmettere il suo pensiero architettonico all'interno dei principali istituti universitari internazionali (Università di Harvard, alla Cornell di New York, alla Scuola Tecnica di Monaco di Baviera, all'Eth di Zurigo, all'Accademia di Medrisio)e nazionali (Iuav di Venezia). La conferenza sarà un'occasione unica per conoscere un autore definito “architetto inusuale” dalla giuria che nel 2000,gli conferisce il Premio Internazionale Tessenow (Heinrich-Tessenow-Medaille), prestigioso premio di architettura creato ad Amburgo nel 1963 in memoria dell'architetto Heinrich Tessenow e assegnato annualmente. Tra i premiati spiccano i nomi di Giorgio Grassi (1992), Massimo Carmassi (1993), Juan Navarro Baldeweg (1998), David Chipperfield (1999) ed i Premio Pritzker Eduardo Souto de Moura (2001), Sverre Fehn (1997) e Peter Zumthor (1989). * docente Isai e studiomas architetti associati

*Piero Puggina*
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