21 agosto 2019

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Il libro della mia vita

12.10.2018

Il Brancaccio trasforma
l'esistenza di Federico

La copertina del libro
La copertina del libro

VICENZA.

"Ciò che inferno non è", romanzo dello scrittore palermitano Alessandro d'Avenia, non è un semplice libro ma uno spaccato della vita quotidiana di Brancaccio, zona del capoluogo siciliano sotto il controllo della mafia. Federico è un adolescente, che terminato l'anno scolastico, si prepara a trascorrere una vacanza studio in Inghilterra. Pochi giorni prima di partire viene però contattato da Padre Pino Puglisi suo professore al liceo e parroco di Brancaccio che lo invita a collaborare con lui nella gestione dei bambini del malfamato quartiere.Nonostante il parere contrario della famiglia, Federico è attratto dalla realtà di Brancaccio; qualche giorno prima di partire inforca la sua bicicletta e, oltrepassati i binari della ferrovia, una sorta di confine tra la Palermo bene e la Palermo controllata da Cosa Nostra, si ritrova catapultato in un mondo molto diverso da quello a cui era abituato. 3P lo accoglie all'interno della fresca chiesa e gli illustra la complicata situazione del quartiere da anni sotto il controllo diretto di Cosa Nostra. Dopo le prime ore passate a Brancaccio il giovane torna a casa con un labbro spaccato e senza bici, con i genitori che lo chiudono in camera e gli impediscono di uscire sino al giorno della partenza. Federico però riflette sulla giornata trascorsa e si ripromette di tornare e vedere nuovamente i volti luminosi e radiosi di persone che non si piegano nemmeno di fronte alla mafia.Così il ragazzo riesce a farsi apprezzare anche dai bambini e partecipa alla recita organizzata per festeggiare il compleanno di don Pino. 3P viene ucciso di ritorno dalla festa e muore con un sorriso stampato in volto, sorriso grazie al quale ha cambiato la vita di molte persone tra cui quella di Federico.Il giovane capisce che Brancaccio non è l'inferno che tutti, anche gli stessi palermitani, si immaginano, ma è anche desiderio e voglia di riscatto quartiere in cui vivono uomini e donne tenaci e coraggiosi che si battono per ideali di giustizia e legalità.

Testo inviato dalla Biblioteca di Laghetto

Giacomo Candoni
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