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08.03.2013

A Roma tutti i cardinali Conclave, il rebus data

Città del Vaticano, preparativi per il Conclave in Cappella Sistina:  operai montano le stufe per le fumate
Città del Vaticano, preparativi per il Conclave in Cappella Sistina: operai montano le stufe per le fumate

CITTÀ DEL VATICANO. Tra i cardinali non c'è ancora accordo. Non si trovano le fila per produrre candidature «forti» con un serbatoio già consistente di voti. Anche per questo slitta ancora la decisione della data, e quindi anche l'inizio del Conclave per l'elezione del nuovo Papa. Neppure ieri, al quarto giorno di congregazioni generali, in cui si sono svolte la quinta e la sesta sessione, è stata definita e messa ai voti la data dell'ingresso in Sistina, nonostante tutti i 115 «elettori» attesi siano ormai giunti a Roma. Al Collegio cardinalizio sono state riferite, tra l'altro, le informazioni sullo stato patrimoniale ed economico della Santa Sede. Ma sono proseguite anche le tensioni tra i due blocchi: quello dei Curiali e degli italiani da una parte, che vorrebbero un Conclave a breve, e quello che vede al centro i cardinali americani, «obbligati» a una maggiore riservatezza e allo stop alla loro abitudine di convocare giornalmente conferenze stampa, ma protagonisti soprattutto di una manovra ad ampio raggio, diretta a portare sul soglio di Pietro un non europeo. Al momento la situazione produce una sorta di «stallo», in cui la fissazione della data continua a slittare, poichè neanche il decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano, può porre un limite all'esigenza mostrata dai cardinali di «riflettere» e «approfondire», prima di arrivare a una decisione così importante come la scelta del successore di Ratzinger. Anzi, è stata anche smentita dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, la notizia circolata ieri che sia stata «prenotata» la basilica vaticana per la messa per l'elezione del pontefice per lunedì pomeriggio. Fissarla, del resto, spetta solo al Collegio cardinalizio. Ieri anche l'ultimo «elettore» atteso, il vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man, è arrivato a Roma e ha giurato nella congregazione pomeridiana. Il quadro di tutti e 115 cardinali attesi per l'ingresso in Sistina è completo. Al centro delle discussioni di ieri c'è stata la situazione economica e patrimoniale della Santa Sede, su cui hanno riferito i capi dei tre dicasteri economici. I porporati vogliono vederci chiaro e hanno chiesto anche il prospetto sullo Ior: notizie cruciali per decidere l'elezione del nuovo Papa. Resta, intanto, la situazione di scontro «freddo» con i porporati Usa sul tema della riservatezza, e con i non europei, che vogliono poter incidere più che in passato. Per questo emerge l'idea di una «preparazione lunga» per avere poi un Conclave «corto». E in aula, si parla anche del «profilo» che deve avere il nuovo Papa, rispetto alle necessità della Chiesa nel mondo. I cardinali parlano, segno dei tempi, via Twitter: «Vogliamo un pontificato abbastanza lungò, cercheremo una persona giovane», afferma il cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier, al suo secondo Conclave. Per l'americano Roger Mahony, invece, «si avvicina la fissazione della data del Conclave. Il sentimento è di eccitazione». E  i cardinali hanno inviato anche un messaggio di cordoglio al Venezuela per la morte di Hugo Chavez.

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