14 ottobre 2019

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I commessi dell'anno

09.10.2019

Il segreto di Giusy: «Essere
obiettiva con delicatezza»

Giuseppina Troncone lavora al negozio Goldenpoint a Thiene
Giuseppina Troncone lavora al negozio Goldenpoint a Thiene

Lusingata e incredula per i voti ricevuti in occasione di questa prima fase della sfida dedicata a “I commessi dell’anno”, Giuseppina Troncone non trattiene lo stupore. «Ho letto negli articoli con le interviste che alcuni addetti alle vendite di Vicenza e provincia hanno coinvolto amici e parenti nella sfida - racconta la titolare del negozio Goldenpoint di Thiene -. Nel mio caso non avevo detto niente a nessuno, per cui non ho idea di chi possa avermi votato. È stata una bella sorpresa scoprirlo, non pensavo che qualcuno si prendesse l’onere di ritagliare, compilare i coupon con il mio nome e portarli in redazione. Oltretutto in pochissimi sanno che mi chiamo Giuseppina; mi conoscono come Giusy». La commessa, originaria di Napoli, ma residente in Veneto dall’età di 18 anni, ha sempre lavorato in forza al marchio Goldenpoint, per un anno al punto vendita del centro commerciale Le Piramidi e per i successivi 15 nell’attività thienese. «Adesso che sono una 40enne mi rendo conto di cosa ho fatto - prosegue -. Ho gestito a soli 26 anni un negozio, un’esperienza che sicuramente mi ha aiutata a crescere e a responsabilizzarmi. Ora come ora, però, non so se consiglierei a una ragazza la mia stessa scelta: il commercio è un po’ in crisi e mantenere la clientela non è semplice, occorrono grandi sacrifici. Sicuramente non devono mancare grinta e passione. Poi è anche vero che lavoro le mie otto ore al giorno e che la domenica, fatta eccezione per manifestazioni cittadine o occasioni particolari, il negozio è chiuso. Fare la commessa non mi pesa, anzi, quando sono al bancone non mi pesa sorridere e dimostrarmi gentile nei confronti della clientela. Vedere le persone che tornano, e che decidono così di darti fiducia, credo sia la soddisfazione più grande». Un altro ingrediente che ripaga sempre è la sincerità e anche su questo Giusy Troncone ne sa qualcosa: «Preferisco essere obiettiva e dire quello che penso, non farei mai uscire dal negozio una cliente con qualcosa che non la valorizza. Un esempio su tutti: i costumi. Si sa che il momento della prova costume è sempre difficile. Ecco quindi la necessità di saper interagire con le persone, senza insinuare inutili insicurezze e usando la giusta delicatezza nell’esprimersi. Se vedo che un costume non valorizza la persona cerco sempre di proporne un altro. Le alternative, spesso, sono apprezzate. L’importante è mettere in risalto i punti di forza che ogni donna ha e allo stesso tempo far sì che si sentano a proprio agio con il capo indossato. Il target d’età del negozio è medio alto, dunque la mia più grande soddisfazione è vedere le clienti ritornare l’estate successiva ad acquistare altri costumi perché si sono trovate bene. Forse, dunque, questo mio modo di lavorare è stato apprezzato tanto che qualcuno ha deciso di votarmi nella seconda edizione della sfida lanciata dal GdV». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sara Marangon
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