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31.01.2013

Piano Tosi per la Regione

Il presidente Luca Zaia e il segretario Flavio Tosi (Lega)
Il presidente Luca Zaia e il segretario Flavio Tosi (Lega)

Enrico Giardini
VERONA
L'obiettivo sarebbe conquistare la guida della Regione Veneto, nel 2015. Il cantiere del sindaco e segretario nazionale della Liga veneta Flavio Tosi, che dice di voler trasformare la Lega in un partito sul modello del Csu bavarese, fondato sul Nord, aperto agli amministratori del territorio - ne ha riferito il nostro giornale nei giorni scorsi - avrebbe un punto di caduta fra due anni. E la voce ormai si allarga a tutto il Veneto. Per centrare l'obiettivo però il cantiere vedrebbe coinvolta in particolare la Lista Tosi e la galassia di liste (Pensionati, Alleanza per Verona, Giovani, Verona è vita) e altre forze ex Pdl ma anche Pdl attuale, proiettate con una sorta di «cartello» alle elezioni regionali. In pratica, una Lista Tosi su scala regionale, secondo quel «modello Verona» targato Tosi di cui Maroni va parlando da quasi un anno. E che, per motivi di tempi stretti e di legge elettorale che ne ostacolava la nascita, come ha detto Tosi, non è andato in porto già dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi.
SAREBBE quindi soprattutto questa futura grande «lista civica Tosi» aperta all'area moderata-riformista, con apporti anche del Pdl dell'area filoleghista e filotosiana, (come ha confermato il coordinatore cittadino del Pdl e consigliere regionale, Davide Bendinelli) a costituire il vero pilastro di un grande partito di tipo Csu bavarese, federato. Che nel Veneto, ma poi anche nelle regione del centro nord potrebbe radicarsi e fare massa critica. E sul fronte veneto orientale (come riferisce Il Gazzettino) questo progetto avrebbe già due referenti come il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e il suo fedelissimo Arnaldo Pitton, vicesegretario provinciale e candidato alle politiche nel collegio Veneto 2 (Treviso, Venezia, Belluno). I due, peraltro, smentiscono.
PRIMA PERÒ, ci sono le elezioni politiche e quelle regionali della Lombardia dove Maroni è candidato presidente, alleato con il Pdl come peraltro a livello nazionale. Anche se per Tosi la nuova alleanza Lega-Pdl va chiusa dopo il voto. Quasi a dire che l'obiettivo di conquistare la guida del Veneto (ora in capo al presidente leghista Luca Zaia, alleato con il Pdl) ma anzitutto di lavorare all'evoluzione del partito, è quello vero per i prossimi due anni. In quella direzione viaggiano tosiani veronesi come il vicesindaco Vito Giacino e l'assessore Stefano Casali, ex Pdl, il presidente dell'Amia Andrea Miglioranzi e il vicepresidente della Provincia Fabio Venturi (Lega Nord).
Nel frattempo, il 26 e 27 maggio prossimi si vota nei Comuni veronesi di Villafranca, Bussolengo e Sona, sopra i 15mila abitanti e quindi con eventuale doppio turno, e poi Lazise, Castel d'Azzano, San Mauro di Saline e Albaredo d'Adige, per eleggere sindaco e Consiglio comunale. E l'anno prossimo, se verranno mantenute le Province, si andrebbe alle urne anche per l'Amministrazione provinciale. Tutte tappe: il piano Tosi comunque è già avviato.

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