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08.02.2013

«Basta finanza, più tasse ai ricchissimi»

Cinzia Bottene, candidata alla Camera per Rivoluzione Civile
Cinzia Bottene, candidata alla Camera per Rivoluzione Civile

È stato il primo volto del No Dal Molin a bucare gli schermi: casalinga, madre, antimilitarista impegnata nella battaglia contro la costruzione della base Usa, una «lotta per i diritti di chi non ha voce». Oggi, 7 anni dopo e alla fine del mandato da consigliera comunale, è candidata alla Camera per Rivoluzione Civile, che appoggia Antonio Ingroia. È sesta in lista, prima tra i veneti. Cinzia Bottene, si trova in lista insieme a Italia dei valori e comunisti: che cosa accomuna Di Pietro, Diliberto e Ferrero? Questa è una domanda da fare a loro. Ma i partiti non sono tutto, in questa lista. Un terzo dei candidati è “civico”: lo sono io e lo è anche il nostro capolista Alberto Lucarelli, assessore di De Magistris a Napoli, e colui che ha scritto il quesito referendario sull'acqua: una figura che ha dimostrato di sapere cos'è il “bene pubblico”. Dal No Dal Molin alla candidatura alla Camera. Non teme l'accusa di aver usato quella battaglia per avere un posto? Sono consapevole di come possa essere travisata la mia scelta, ma ho deciso comunque di accettare la candidatura, seguendo la mia coscienza: in una fase di emergenza democratica è doveroso rimboccarsi la maniche per difendere la cosa più preziosa, la nostra Costituzione, oggi in pericolo. Perché in pericolo? Con il governo tecnico di Monti stiamo vivendo una sospensione della democrazia. Di governi tecnici ce ne sono stati anche in passato... Ma quelli rispondevano agli italiani, questo no: risponde all'alta finanza e ai poteri dell'oligarchia europea. Dice cose simili alla Lega e all'ultimo Berlusconi, lo sa? (sorride) Berlusconi non ha alcun pudore: lui ha votato tutti i provvedimenti del governo Monti, rinnovandogli la fiducia per 52 volte. E poi siamo diversi per le soluzioni proposte. Rivoluzione civile che cosa rappresenta? Un modo nuovo di vedere il futuro. Purtroppo stiamo assistendo a una campagna elettorale squallida, dove non c'è confronto sulle visioni di società, ma una sorta di voto di scambio: ti abbasso l'Imu e guadagno un punto, compro Balotelli e ne prendo due... Ma qual è il vostro obiettivo? Cambiare un modello di società iperliberista che sta drenando risorse dalle tasche dei cittadini per portarle nel mondo della finanza: vogliamo fermare lo strapotere delle banche e la finanza selvaggia. In che modo? Con una Banca centrale europea che non presti più i soldi alle banche, per farle lucrare, ma stampi per gli Stati. E con una separazione netta tra banche commerciali e finanziarie: ma se queste speculano e affondano, non possono essere salvate con i soldi pubblici. Il «lavoro e la dignità dei lavoratori» sono al centro del vostro programma, ma il punto è: come creare occupazione? Quanto alla dignità, c'è anche quella dei pensionati: noi vogliamo abolire la riforma Fornero, iniqua, così improvvisata che ci sono ancora 300 mila esodati senza risposta. Quanto al lavoro, si crea con uno sviluppo non più basato sulla finanza, ma sulla sostenibilità; con una seria lotta all'evasione; e concentrando gli investimenti sul riuso del patrimonio edilizio e sulla messa in sicurezza del territorio. La spesa pubblica va tagliata? In quali settori? Rinunciando all'acquisto dei caccia F35 si risparmiano 15 miliardi e 30 di manutenzione. Con la cancellazione della riforma delle forze armate si evita l'incremento di spesa di 230 miliardi nei prossimi 12 anni. Ma prima va rigettato il fiscal compact: il pareggio di bilancio come obbligo costituzionale ci costa 40-50 miliardi di tagli all'anno che vanno a colpire scuola, sanità, welfare. Costi della politica. Tutti dicono “è ora di tagliare”: da dove? Eliminare le Province e dimezzare i parlamentari. Il congresso americano ne ha 300 con 300 milioni di abitanti, noi mille con un quinto di popolazione. E poi Obama guadagna 300 mila euro, il nostro capo della polizia 750 mila l'anno. Dai tagli si possono trovare risorse per imprese, lavoroe welfare. Sul fisco quali proposte? Due idee: una patrimoniale una tantum al 5 per mille sui patrimoni oltre il milione e mezzo di euro porterebbe in cassa 7,5 miliardi; e un'aliquota al 65% dell'Irpef sopra il milione di euro produrrebbe un miliardo e mezzo all'anno. In Francia c'è, ed anche più alta. Per il Pd quello a Ingroia non è un voto utile. Come risponde? È vero il contrario. Se Rivoluzione civile si afferma, il Pd potrà guardare a noi per fare un governo e non a Monti. Siete una lista nuova, con un profilo (anche) civico. Contendete i voti a Grillo? Diciamo cose simili, contro certa politica e i poteri forti. Ma da noi non c'è il loro qualunquismo. E sul tema dei diritti siamo lontani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Scorzato
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