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Interviste

31.01.2013

«Il voto all'Udc rende Monti più umano»

Massimo Pecori, assessore comunale e candidato alla Camera
Massimo Pecori, assessore comunale e candidato alla Camera

Terzo posto nella lista dell'Udc alla Camera per la circoscrizione Veneto 1. Per Massimo Pecori, attualmente assessore al Turismo nella giunta Variati, non sarà semplicissimo strappare il biglietto per Montecitorio. «Non sarà semplicissimo - obietta l'interessato - ma non è neanche così improbabile».
Facciamo due conti.
Ecco, sì, facciamo due conti. Dunque, nell'ultima occasione, era il 2008, l'Udc qui fece due deputati, De Poli e Rao.
Ecco, appunto, lei è al terzo posto. Si aspetta una crescita boom del suo partito tale da garantire tre deputati?
Al di là della convinzione che il nostro progetto politico riesca a fare breccia nell'elettorato moderato, io mi aspetto almeno di confermare il risultato delle ultime politiche.
Ma così lei resterebbe fuori.
Volevo ricordare che il capolista è il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, che è candidato, tra l'altro, anche in Piemonte e in Campania.
Sa già che opterà per un altro collegio?
La regola che ci siamo dati nell'Udc è che i candidati paracadutati da Roma dovranno scegliere il collegio in cui il partito è andato peggio.
Perché?
Per premiare il lavoro svolto dalla base locale del partito. E poi non va dimenticato che Catania, in caso rimanesse nell'esecutivo del prossimo governo, dovrebbe dimettersi da parlamentare. È una regola decisa dall'Udc.
Ok, le probabilità così aumentano. Ma non teme che l'alleanza con Monti rischi di togliere voti a voi come a Fli?
Il rischio c'è, perché l'immagine di Monti è forte e i partiti alleati potrebbero pagare in termini di visibilità. Detto questo, io confido che gli elettori capiscano l'importanza di dare peso alla componente più politica dell'alleanza.
Cosa dovrebbero capire, per essere precisi?
Il governo Monti era fatto di tecnici e la competenza delle persone coinvolte ha indotto il nostro segretario Casini ad appoggiare il professore senza se e senza ma. Ma Monti deve essere reso più umano dall'influenza dei politici. L'Udc, per dire, parla di equità sociale.
Senta, della proposta programmatica presentata da Confindustria che idea si è fatto?
Mi ha colpito la serietà della premessa È un progetto complessivo, con tempi di realizzazione precisi e risultati conseguenti spalmati nel medio lungo periodo. Lo studio è minuzioso, dettagliato.
Lo condivide o no?
Certo, si tratta di verificare bene la corrispondenza tra la riduzione delle imposte prevista, come il taglio dell'Irap, con l'equilibrio di bilancio.
Viale dell'Astronomia punta molto sull'eliminazione degli sprechi.
E qui lo spazio c'è. Ma la pur odiosa Irap al momento garantisce la copertura delle spese della sanità. Non c'è dubbio, comunque, che la strada da percorrere sia questa.
Lei è assessore a Vicenza. Se dovesse essere eletto alla Camera si candiderebbe anche alle prossime Comunali?
Non riesco ancora a metabolizzare l'eventualità di una elezione in parlamento. Io faccio politica a Vicenza da 10 anni e ritengo molto positiva l'esperienza fatta come assessore. Diciamo così: se non vengo eletto, vorrei continuare a dare una mano alla mia città.
Dove peraltro è in giunta col Pd, avversario dell'Udc alle politiche. Una contrapposizione che può crearle problemi?
Direi proprio di no. A suo tempo a Vicenza facemmo una scelta di tipo civico. Condividemmo il programma con Variati, il Pd e le altre liste interessate e mi pare che i risultati siano stati positivi.
Sì, ma se, poniamo, all'indomani delle elezioni l'Udc fosse chiamato a governare con la coalizione guidata da Bersani, pensa che la coabitazione Vendola-Fini-Casini porterebbe a un programma sostenibile?
Noi il governo lo faremo solo con chi accetterà l'agenda Monti. Dubito che con Vendola ci possano essere dei punti in comune.
È per questo che anche a Vicenza le trattative tra Variati e Sel sono, per il momento, naufragate?
Qui si parla di programmi, di idea di città. Mi sembra che la scelta del sindaco e della maggioranza che lo sostiene sia stata chiara.
Quanto conta essere il partito che affonda le radici nei valori cattolici?
I cattolici sono sparsi in tutti i partiti, e questo non ha giovato alla causa comune. Credo però che sia utile dare un'alternativa valida all'universo dei moderati. Lega, Pdl, Fratelli d'Italia, La Destra mi paiono un mix poco credibile.
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Marino Smiderle
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