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Interviste

05.02.2013

«Governo con Monti? L'intesa è possibile»

Daniela Sbrollini si ricandida col Pd alla Camera dei deputati
Daniela Sbrollini si ricandida col Pd alla Camera dei deputati

L'indole di Daniela Sbrollini la porta a lavorare per trovare punti d'intesa. Dice per esempio che il Pd, al di là degli scarsi punti di contatto ideale tra Fini e Vendola, un accordo di governo con le liste che sostengono Monti lo può sempre trovare. Eppure c'è una cosa che non ha ancora digerito di questo nuovo corso bersaniano del partito democratico: il nono posto in cui l'hanno piazzata nella lista Veneto 1 per la Camera.  «Dico la verità - attacca - pensavo di meritare un po' di considerazione in più».

Teme che questa collocazione non sia sufficiente a garantirle la rielezione?
Non è questo il punto. Anzi, a giudicare dai conteggi che fanno a Roma, c'è la convinzione che di deputati nel mio collegio il Pd ne farà almeno 10.

E allora, qual è il problema?
Il problema è che sono reduce da una legislatura in cui ritengo di aver fatto un buon lavoro e, soprattutto, alle ultime primarie sono stata la donna che ha ottenuto il maggior numero di consensi. Mi aspettavo di trovarmi qualche gradino più su.

Si è tolta il sassolino...
Per carità, chiudiamola qui. Ora sono concentrata in questa campagna elettorale che sono convinta regalerà grandi soddisfazioni al Pd.

Però l'uscita di Berlusconi sull'Imu e sul condono tombale sta facendo recuperare terreno al Pdl. In Veneto, per esempio, il centrodestra è avanti di qualche punto.
La proposta di rimborsare e di tagliare l'Imu è allettante. Mi chiedo solo perché dal 94 al 2011, almeno durante gli anni in cui è stato al governo, il Cavaliere non abbia mantenuto nessuno degli impegni che aveva preso.

Pensa che queste promesse non facciano presa sull'elettorato?
Guardi, io sono convinta che il Pdl debba ringraziare Berlusconi perché, dal punto di vista mediatico, è imbattibile. Ma stavolta gli italiani non ci cascheranno.

Neanche gli incerti?
Si calcola che gli incerti siano il 30 per cento dell'elettorato. Mi spaventano un po', inutile negarlo. Ma resto dell'avviso che le proposte del Pd siano stavolta convincenti.

Dovesse riassumere in pochi punti queste proposte, da dove partirebbe?
Elencherei quattro temi: giovani, famiglie, sociale e imprese. Tutti collegati tra di loro.

E quali politiche propone?
Il 36 per cento dei giovani sta cercando lavoro e molti hanno deciso di smettere di cercarlo. Per questo credo sia giusto concentrarsi su politiche che siano in grado di aiutare le famiglie e stimolare le imprese a investire.

Il documento programmatico di Confindustria propone di tagliare l'Irap, per cominciare, e di ridurre gli sprechi. Lei cosa ne pensa?
Ho letto quel documento e l'ho trovato ricco di spunti utili. Vorrei ricordare che il Pd, nel 2010, aveva presentato una proposta di riduzione graduale dell'Irap.

E sulla proposta di introdurre 40 ore aggiuntive di lavoro defiscalizzate cosa dice?
Il costo del lavoro è troppo elevato e bisogna lavorare per abbatterlo dal lato delle imposte. Detto questo, Roma dovrebbe rendersi conto che la chiusura di 100 imprese da 10 dipendenti l'una è tanto grave quanto la messa in mobilità di mille dipendenti di due grandi imprese.

Senta, però sul lavoro nella coalizione di centrosinistra ci sono idee diverse. Ichino, per esempio, se n'è andato.
Noi cerchiamo di lavorare sui punti in comune e certe volte le differenze aiutano. Vorrei ricordare che nelle nostre liste ci sono tanto Giorgio Santini quanto Guglielmo Epifani.

Ma voi al governo con Monti ci andreste?
Io riconosco a Monti di aver contribuito a tenere l'Italia a galla. E, dopo averlo sostenuto per un anno, non vedo perché non sarebbe possibile farci un governo assieme, stavolta però con più attenzione alle istanze del Pd.

Che sarebbero?
Beh, noi non abbiamo apprezzato alcuni provvedimenti dell'esecutivo, in particolare quello di fare cassa autorizzando più sale giochi. E in ogni caso abbiamo ottenuto di ammorbidire certe decisioni, introducendo più attenzione al sociale.

Al secondo giro in parlamento, quali sarebbero i primi temi di cui vorrebbe occuparsi? Sono stata contenta di aver visto tradurre in legge le mie proposte legate al garante per l'infanzia e alla doppia preferenza di genere. Vorrei però vedere completato l'iter della legge sul femminicidio e sull'adeguamento dello stipendio dei parlamentari alla media europea.
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Marino Smiderle
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