03 luglio 2020

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Gusto

02.06.2020

Sottilette, da settant'anni fanno la gioia dei toast

Il toast è il primo modo per utilizzare le sottilette
Il toast è il primo modo per utilizzare le sottilette

Da 70 anni fanno la gioia di tutti, da 60 anche di quella degli italiani. Sono uno dei due elementi che non mancano mai nei toast dei bar, l'altro sono le due fette di pane. Avete indovinato? Sono le sottilette, o meglio le fettine di formaggio fuso, presenti aromatizzate anche negli hamburger, mangiate calde o anche fredde, arrotolate e ripiene o a pezzetti nell'insalata.

La qualità delle sottilette è aumentata negli anni e il mercato continua a preferire quelle top. Detto questo la sottiletta non dà la soddisfazione di un pezzo di formaggio a latte crudo, ma è comoda e non va demonizzata.

 

L'origine. Le sottilette sono nate negli Stati Uniti nel 1949 come "Kraft Singles", e sono talmente legate all'industria che le creò e che ne registrò il marchio, che soltanto quelle "americane" possono chiamarsi sottilette, tutte le altre, fateci caso al supermercato, si chiamano fettine. In Italia arrivano nel 1961 ed il successo fu talmente travolgente che entrarono subito anche nel vocabolario come nome "generico", anche se appartenne alla Kraft (oggi Mondelez).

 

Di cosa sono fatte. L'ingrediente fondamentale è il formaggio, tritato e amalgamato con latte fresco, oppure in polvere miscelato con acqua. Poi ci sono le proteine e il siero di latte, burro o panna, per aumentare la cremosità e sale e acido citrico. La miscela così composta viene scaldata a una temperatura superiore agli 80°C per rendere omogeno l'amalgama. Si ottiene una crema messa a raffreddare nei tipici stampi quadrati. Quelle di qualità migliore sono a base di formaggi tipici (Parmigiano, Emmental, Trentino ecc.).

 

Le varietà. Che si tratti delle "originali" o di un'imitazione, le fettine di formaggio fuso sono declinate nei gusti più disparati. Quelle più saporite hanno una predominanza di formaggio (anche oltre il 50%), mentre nelle più delicate prevale il latte. Esistono anche versioni light a basso contenuto di grassi, oppure prive di lattosio, e persino "sottilette vegetali", non a base animale.

 

Come si usano. Ovviamente nei toast e negli hamburger, ma anche come elemento per mantecare risotti, oppure finocchi, zucchine o carote saltati in padella. Provare per credere.

 

La ricetta. Risotto mantecato con le zucchine

Ingredienti: riso carnaroli 300 gr., zucchine 400 gr., 1 cipolla bianca, 1 spicchio d'aglio, brodo vegetale 500 ml, 3 fettine di formaggio fuso, olio, sale e pepe qb.

Preparazione: tagliare la cipolla e l'aglio finemente e rosolarle in padella antiaderente; tagliare le zucchine a tocchetti, saltarle a fuoco vivo e senza coperchio così fanno un po' di crosticina. Tostare il riso nella pentola con dell'olio, aggiungere metà brodo bollente e mescolare sino ad assorbimento, poi le zucchine stufate e il restante brodo. Cottura per 18 minuti, aggiungere le fettine, mantecare il risotto e lasciare un minuto a riposare.

AL.TO.
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