17 settembre 2019

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Gusto

03.10.2018

L’Espresso premia
la cucina berica
Due nuovi cappelli

Alessandro Dal Degan
Alessandro Dal Degan

Grande crescita e vivacità gastronomica. Questo emerge dall’edizione 2019 della guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso per quanto riguarda Vicenza e provincia. Presentata un paio di giorni fa a Firenze dal curatore Enzo Vizzari, anche rimanendo alle eccellenze, presenta alcune interessanti novità. Iniziamo con il miglior ristorante, uno dei migliori d’Italia, La Peca dei fratelli Portinari a Lonigo con quattro cappelli. Il locale mantiene negli anni un livello di eccellenza davvero invidiabile, confermandosi meta irrinunciabile per gli amanti della cucina d’autore, in un ambiente raffinato e con materie prime di altissima qualità. Nel secondo gradino del podio, con tre cappelli, ai tre storici La Tana Gourmet ad Asiago del genio sperimentatore di Alessandro Dal Degan, Aqua Crua a Barbarano di Giuliano Baldessari (fantasia e creatività al potere) e il cittadino El Coq di Lorenzo Cogo, si aggiunge l’oasi di pace nelle foreste di Schio gestita da Corrado Fasolato, il suo Spinechile guadagna con merito un altro cappello. Infine il terzo gradino, quello dei due cappelli, che anche qui vede una new entry. Stiamo parlando di un ristorante storico del Vicentino, che è tornato a brillare, La locanda di Piero, a Montecchio Precalcino, dello chef Renato Rizzardi. Con lui a quota due cappelli una autentica istituzione per la gastronomia locale, un ristorante che sorprende sempre, pur restando nell’ alveo della classicità d’autore, quel Casin del Gamba, ad Altissimo, dello chef Antonio Dal Lago, stella Michelin dal 1992, segue a pari merito la Stube Gourmet dell’hotel Europa ad Asiago che vede ai fornelli il giovane altopianese, Alessio Longhini. Un cappello infine è stato assegnato a L’Altro Penacio ad Altavilla, Olio&Burro e Penacio ad Arcugnano, Damini ad Arzignano, Al Ponte e Hotel Ca’Sette a Bassano, Al Castello a Gambellara, Hotel Sweet World a Schiavon, Da Beppino a Schio, TreQuarti a Val Lionae infine l’Opera Terza a Zanè. •

Alberto Tonello
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