31 marzo 2020

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21.03.2020 Tags: Lombardia , chef stellati , volontari , mense , ospedali da campo

Chef stellati e cuochi nelle mense degli ospedali da campo

Carlo Cracco "volontario" alla mensa dell'ospedale da campo di Milano Fiera (Foto Il Corriere della Sera)
Carlo Cracco "volontario" alla mensa dell'ospedale da campo di Milano Fiera (Foto Il Corriere della Sera)

Mascherine, guanti, grembiuli e casacche da chef. Da Cracco a Cerea, così i cuochi stellati, ma anche quelli "non", stanno dando una mano per far fronte all'emergenza coronavirus in Lombardia. Volontari che, insieme alle loro brigate o con i familiari con cui gestiscono gastronomie e ristoranti, stanno cucinando per chi lavora in corsia, all'ospedale da campo di Bergamo e per gli operai impegnati nella costruzione di quello alla Fiera di Milano.

 

Lo chef vicentino Carlo Cracco, ieri, venerdì 15 marzo nel suo primo giorno "di servizio" al cantiere dell'ospedale da campo di Fiera Milano ha cucinato 100 pasti: un’insalata di riso con verdure, una frittata con verza, zucca e castagne. Lo riporta Il Corriere della Sera.  «Il nostro è un piccolo contributo - ha spiegato il cuoco, una stella Michelin nel suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele -  per far sentire meno a disagio gli addetti che lavorano giorno e notte. Siccome nella struttura non c’è la mensa e noi tutti siamo a casa con il ristorante chiuso abbiamo dato la nostra disponibilità».


Lo chef e i suoi due assistenti hanno servito gli operai del cantiere: «Ci prenderemo cura di loro- dice Cracco -. Però ci sono ancora troppe persone in giro: facciamo tutti la nostra parte se restiamo a casa, solo così possiamo contribuire a non diffondere questa bestia».

 

Lo chef bergamasco Chicco Cerea, titolare con la famiglia del ristorante "Da Vittorio", tre stelle Michelin a Brusaporto, curerà la cucina dell’ospedale da
campo in corso di allestimento alla Fiera di Bergamo
. «Siamo pronti a dare la nostra piena collaborazione - spiega -. Con i ragazzi del team ci siamo offerti di cucinare per il personale sanitario, i pazienti, gli ausiliari, ma abbiamo bisogno di materie prime. Chiediamo sostegno e solidarietà a tutti coloro che hanno la possibilità di fornirne: vi prego, aiutateci.  Solo insieme possiamo farcela».

 

Lo studente chef Riccardo Tiritiello di 19 anni, milanese, frequenta l’ultimo anno dell’istituto Paolo Frisi, colpito dalle tante immagini dei medici e infermieri dell'ospedale Sacco alle prese con l'emergenza, ha convinto la sua famiglia, proprietaria di una gastronomia, a cucinare per i medici impegnati nella «guerra contro il coronavirus».

Ha creato così la mail chefincorsia@gmail.com per cercare ristoratori, gastronomie e pasticcerie che vogliano aiutare «i tanti medici che con turni incredibili donano se stessi per i tanti pazienti». Hanno aderito anche Eataly e altre realtà della ristorazione milanese.

 

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