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17.06.2013

VICINI ALLA GENTE FAVERO CAMMINA CON I SUOI ALPINI

Il labaro della sezione di Vicenza che ha preso parte ieri alla cerimonia che s'è svolta all'Ossario del Pasubio. Oggi sfilerà all'adunata di Schio|
 La partenza della marcia della penne nere dall'Ossario della Pasubio
Il labaro della sezione di Vicenza che ha preso parte ieri alla cerimonia che s'è svolta all'Ossario del Pasubio. Oggi sfilerà all'adunata di Schio| La partenza della marcia della penne nere dall'Ossario della Pasubio

Dell'alpino, Sebastiano Favero, da poche settimane nuovo presidente nazionale dell'Ana, ha tutto. Il physique du role c'è, la barba anche, il sorriso contagioso pure. Nato a Possagno nel 1948, ufficiale del 7° Reggimento Alpini, è iscritto alla sezione “Monte Grappa”. Da molti alpini è considerato la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto.
Presidente, il Triveneto è la sua prima uscita ufficiale. Impressioni?
Sono a Schio da venerdì sera e ho respirato fin da subito l'aria tipica delle adunate degli alpini: un momento importante per stare insieme, dove c'è poco spazio per la goliardia ma tanto per l'amicizia.
La sezione di Vicenza sta facendo le prove generali per l'adunata del 2016?
Per ottenere l'adunata nazionale alle volta non è sufficiente essere competenti, ci vuole anche un po' di fortuna.
Si sbilanci. Tutto sommato lei è il primo veneto presidente dell'Ana in quasi cento anni di storia.
Da presidente sono neutrale, ma chi mi conosce sa dove batte il mio cuore. Detto questo, non trovo nulla di strano se le sezioni Ana presenti nei territori dove più aspro fu il primo conflitto mondiale si propongono sede di eventi rilevanti,
Qual è il ruolo di un'associazione come l'Ana nell'attuale contesto sociale italiano?
Un ruolo all'insegna della continuità e, per quanto possibile, finalizzato a far cogliere ai nostri governanti i valori che portiamo avanti da sempre: patria, onestà, famiglia, senso del dovere, solidarietà. Riteniamo che questi principi siano condivisibili da tutti e debbano valere per tutti.
Lei è fiducioso che questo messaggio passi?
È una delle migliori caratteristiche degli alpini quella di guardare al futuro con speranza. Ma che il nostro messaggio sia colto dai politici non è sufficiente; è necessario sia compreso anche dall'apparato, dalla macchina amministrativa statale. I privilegi devono cessare, bisogna aiutare chi è davvero in difficoltà. La gente comune, quella che non vive di rendita, quella che non arriva alla fine del mese, sta soffrendo. A loro chi ci pensa?
Presidente, tutti lodano l'Ana e l'anima solidaristica delle penne nere. Ma questi alpini avranno pure un difetto o no?
Qualche volta brontolano. Qualche altra, brontolano tanto. Nondimeno è un difetto accettabile perché, alla fine, è dalle discussioni franche che nascono le soluzioni efficaci.
Se l'Ana potesse chiedere qualcosa alla politica cosa chiederebbe?
Ripensare la decisione che portò a sospendere la leva obbligatoria.

Federico Murzio
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