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17.06.2013

SCHIO, GLI ALPINI IN MARCIA

La partenza della fiaccolata ieri mattina dall'Ossario sul Pasubio|
 Il corteo alpino in centro a Schio guidato dal labaro nazionale
La partenza della fiaccolata ieri mattina dall'Ossario sul Pasubio| Il corteo alpino in centro a Schio guidato dal labaro nazionale

La memoria come combustibile per la solidarietà: funziona così il “motore” degli alpini. E il simbolo è il fuoco del Pasubio arrivato in città. Anche in una grande festa come l'Adunata triveneta, le penne nere non hanno mancato di alzare lo sguardo verso quelle montagne «dove si trova la fonte dei nostri valori» ha sottolineato il presidente della sezione vicentina Luciano Cherobin.
LA FIACCOLATA. Nel giorno dell'arrivo del labaro nazionale, 50 giovani penne nere sono scese dall'Ossario del Pasubio portando in città le torce accese alla “fiamma dei caduti”. Ieri mattina davanti al sacrario di Valli del Pasubio c'è stata la cerimonia di commemorazione: semplice ed intensa, in vero stile alpino, alla presenza del presidente nazionale Ana Sebastiano Favero. Dieci giovani alpini dell'85° Rav, dieci aspiranti volontari e dieci alpini in congedo ora soci Ana hanno acceso le torce ai piedi del sacello mettendosi in marcia alla volta di Schio, con un cammino lungo 24 chilometri attraverso tutta la Val Leogra. La meta era il braciere della memoria allestito nella piazza d'armi della caserma Cella. Hanno voluto rendere così onore al sacrificio dei quasi diecimila alpini, dispersi o feriti sul monte sacro alla Patria durante le Grande guerra e delle altre migliaia che hanno combattuto su tutti gli altri fronti per difendere l'Italia.
LA CERIMONIA. I giovani alpini con la fiamma della memoria sono arrivati prima delle 16 (in anticipo sulla tabella di marcia) alla caserma “Pietro Cella”, intitolata al capitano che fu la prima medaglia d'oro alpina. Il “braciere della memoria” resterà acceso fino alla fine del Raduno.
«Per noi è stato un grande onore - racconta uno dei giovani portatori, alpino in congedo - È come ricevere in consegna il futuro dalle mani dei nostri anziani. O meglio, visto il luogo da cui siamo partiti, dalle mani di coloro che hanno donato la vita per la Patria». Accendendo la fiamma in onore dei caduti l'Ana ha voluto portare al centro della festa il ricordo dei loro predecessori, il cui sacrificio ispira e anima l'impegno che l'associazione quotidianamente mette in campo per la comunità. Un ricordo particolare è stato tributato anche al capitano alpino Pietro Cella, a cui la caserma (ora di proprietà comunale) è dedicata. Il suo eroico sacrificio nel 1896, durante la battaglia di Adua, valse la prima medaglia d'oro in assoluto per il corpo degli alpini.
LA SFILATA. Oggi il Raduno arriva al suo momento culminante, con la solenne sfilata dei 1400 gruppi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Trentamila le penne nere attese per la sfilata, ventimila gli spettatori: l'ammassamento è previsto alle 9 nella zona di Ss. Trinità. Quattro chilometri di strade serviranno solo per lo schieramento. Alle 9.30 il corteo partirà verso il centro, passando davanti alla tribuna d'onore in piazza Rossi. Percorrerà circa due chilometri fra le ali di folla per arrivare in stazione dei treni, area di scioglimento. La sfilata dovrebbe concludersi verso le 12.30, quindi la festa si protrarrà per le vie del centro. Alle 18.30 l'ammainabandiera in piazza Rossi segnerà la fine ufficiale del raduno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Cucovaz
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