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17.06.2013

Il reduce centenario della guerra in Abissinia

Il passaggio del quasi centenario Cristiano dal Pozzo
Il passaggio del quasi centenario Cristiano dal Pozzo

Tengono alto l'onore, ma soprattutto alimentano l'entusiasmo delle grandi adunate alpine. Sono gli ultimi, inossidabili, reduci di guerra che ad ogni raduno delle penne nere, somigliano sempre più a icone portate in processione. Sì, perché di quei testimoni della storia ne rimangono ormai pochi, e in età avanzata. Ma nonostante gli acciacchi, i bastoni, le carrozzine e le mani dei “boce” che li sorreggono, questi ultimi “veci” rispondono all'appello. Hanno risposto anche a Schio: e qui c'è chi ha scelto di starsene seduto su una jeep e chi ha preteso di sfilare in carrozzina. Gesti che rispondono ad senso di dignità. Si scopre allora che i quattro “veci alpini” che hanno aperto poco dopo le 9 di ieri mattina l'Adunata Triveneta scledense, siedono tutti in carrozzina e per questo hanno scelto di mostrarsi seduti su una vecchia jeep con la compostezza di un soldato ancora in sella. Soltanto Cristiano dal Pozzo, il veterano alpino dell'Altopiano ormai centenario, vuole sfilare sulla sua carrozzina. Destino vuole che i due capisaldi alpini siano entrambi di Rotzo: Cristiano dal Pozzo, classe 1913 reduce dell'Abissinia e internato di guerra e Lino Slaviero, classe 1918 reduce della campagna della Grecia e Albania. Quest'ultimo seduto su un mezzo militare è stato il primo a ricevere in apertura l'applauso della folla. Ma la parte da leone è spettata ancora una volta a dal Pozzo, quasi in chiusura di sfilata quando spinto dai nipoti e assistito da un drappello di amici, ha raccolto il più trionfale degli applausi per tutti e tre i chilometri di percorso. Come un moderno “condottiero” Cristiano dispensava baci e saluti, incluse le lacrime che di tanto in tanto lui si asciugava per la tanta emozione. Reduce da un altro bagno di folla, quello della recente adunata piacentina, Dal Pozzo ha condiviso qui un altro dei suoi indimenticabili momenti cui ci ha abituato negli ultimi anni: «Non avevo però mai visto una sfilata dalla parte del pubblico – spiega lui-, perché da sessant'anni ho sempre sfilato come tutti. Stavolta ho chiesto di essere messo ai lati della strada per poter applaudire chi invece sfilava». Così ha fatto ma è durato poco, perché riconosciuto e stato sopraffatto da una pioggia di saluti e applausi . © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Gregolin
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