martedì, 07 luglio 2020
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27.03.2012

Stagni e paludi nell'ex aeroporto
Al Dal Molin falda troppo alta

Uno degli stagni nel futuro parco della Pace causati dallo squilibrio nei livelli della falda
Uno degli stagni nel futuro parco della Pace causati dallo squilibrio nei livelli della falda

Vicenza. Palude Dal Molin. Aspettando il parco della pace, l'erba dell'ex aeroporto combatte con l'acqua che affiora dal sottosuolo. Stagni e acquitrini, soprattutto a nord e a sud, malgrado la stagione di alta pressione e secco prolungato. Il fenomeno preoccupa palazzo Trissino, che alla fine del 2011 ha ricevuto le chiavi del lato est e attende dal governo i primi assegni per avviare le bonifiche: l'allerta arriva dalla Provincia, che segnala al Comune uno squilibrio nei livelli della falda tra le due metà del Dal Molin. LA LETTERA. A febbraio il Comune aveva chiesto alla Provincia un aggiornamento sulle analisi effettuate periodicamente per verificare gli eventuali effetti del cantiere americano sulla falda superficiale. Le analisi, peraltro, figurano tra le prescrizioni dettate dalla Regione nel dossier della Vinca, la valutazione di incidenza ambientale. Non solo la Regione è interessata a quei dati, ma anche la Provincia, che detiene deleghe specifiche sulla gestione delle risorse idriche e che con il Centro idrico di Novoledo e con l'Arpav ha formato una commissione speciale dedicata al Dal Molin. In una nota del 5 marzo l'assessore provinciale alle risorse idriche Paolo Pellizzari anticipa al sindaco Achille Variati le considerazioni della commissione relative ai dati forniti dalla Regione sui rilievi effettuati nell'ultimo anno. I rilievi forniti dai piezometri indicano «un gradiente di falda francamente eccessivo», si legge nella lettera. La differenza oscilla fra i tre e i quattro metri su porzioni di terra tra i 350 e i 400 metri. «L'informazione a questo punto - riporta Pellizzari - fa sospettare che tutta la rete di drenaggio, in essere durante l'attività dell'aeroporto, sia stata ostacolata, se non addirittura compromessa, dalla massa costruttiva che crea dunque un notevole ristagno delle acque nella parte a est e un crollo del livello di falda a ovest. Si sottolinea, peraltro, che i terreni a est dell'insediamento sembrano proprio necessitare di un drenaggio viste le quote della falda che arriva quasi al piano campagna». LE PALUDI. Nessun allarmismo, ma preoccupazione sì. A palazzo Trissino hanno deciso di richiedere immediatamente al commissario governativo Paolo Costa la convocazione del tavolo tecnico sul Dal Molin che non si riunisce più da alcuni mesi. «La preoccupazione - osserva l'assessore all'ambiente e al verde pubblico Antonio Dalla Pozza, delegato a gestire l'iter del parco della pace - deriva dal fatto che stiamo attraversando un momento in cui la falda generalmente è bassa. Tuttavia ci sono alcune aree soggette a fenomeni di impaludamento, in particolare a sud e verso nord, in direzione dei campi da allenamento di rugby». La domanda è: cosa accadrebbe in caso di piogge prolungate? IL RETICOLO. Esperti e assessore concordano nella necessità di ripristinare il reticolo di drenaggio che aveva tenuto all'asciutto il fu aeroporto per ottant'anni. Il sistema di convogliamento delle acque venne realizzato alla fine degli anni Venti e funzionò egregiamente fino alla demolizione della pista e alla spartizione del Dal Molin: a ovest la base statunitense, a est il parco della pace. «Avevamo notato già da qualche tempo - rileva Dalla Pozza - alcuni segnali come i rigurgiti d'acqua nella zona di Cresolella, in parte dovuti a fossati ostruiti, in parte sicuramente a un livello di falda anomalo nel prato del parco della pace. Sarà necessario intervenire rimettendo in funzione il reticolo di drenaggio che è stato quantomeno interrotto nel settore ovest. È interesse anche degli americani che quel sistema venga ripristinato». L'operazione avrà un costo, che si aggiungerà al conto delle bonifiche belliche e ambientali che il Comune si appresta a indirizzare a palazzo Chigi per sollecitare lo stanziamento dei primi 2,3 milioni di euro pattuiti nel 2011. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Marco Mancassola
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