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11.04.2013

Maltrattamenti a Barbarano
Le insegnanti restano in carcere
Il testimone: non è la prima volta

L’aula di sostegno sigillata dopo l’arresto delle insegnanti. BUSATO
L’aula di sostegno sigillata dopo l’arresto delle insegnanti. BUSATO

BARBARANO. ORE 16.51 LE INSEGNANTI RESTANO IN CARCERE. Restano in carcere le due maestre della scuola media del Vicentino accusate di violenza su un alunno minore autistico. Lo ha deciso oggi il giudice Massimo Gerace al termine dell’udienza di convalida, nel corso della quale solo una delle due indagate ha accettato di farsi interrogare, ma ha anche chiesto di bloccare la visione delle intercettazioni dopo un minuto. Le immagini, da quanto si è appreso, sarebbero inequivocabili e mostrerebbero atti di violenza e disumanità. Nell’ordinanza del magistrato le due donne vengono ritenute pericolose, in grado di dar sfogo alla loro efferatezza se poste nelle condizioni; quindi, per il gip, l’unica situazione in grado di prevenire un simile rischio è quella della detenzione in carcere.
«So quello che ho fatto - avrebbe detto, secondo il suo avvocato Roberto Pelloso, l’insegnante che ha accettato di parlare - chiedo scusa». La donna avrebbe sostenuto di essere stata stressata, capendo di aver sbagliato, ma non avrebbe spiegato il motivo di tanto accanimento. Per ora le due donne rimangono in carcere, mentre sono partiti i procedimenti disciplinari e amministrativi da parte delle autorità scolastiche e sanitarie.

ORE 16.10. SI FA VIVO UN TESTIMONE: SUCCESSE ANCHE 10 ANNI FA.  Un testimone ha scritto al sito del Giornale di Vicenza (redazioneweb@ilgiornaledivicenza.it) dicendo che anche una decina di anni fa si era verificato un episodio strano di una mamma entrata in classe mostrando i lividi sulle braccia del figlio autistico seguito da una delle insegnanti arrestate.

ORE 7.30. Il primo investigatore a scoprire che il giovane autistico era vittima di abusi a scuola è stato suo padre. Con la fondamentale collaborazione di una giovane ucraina, che assiste il ragazzo disabile da tempo e che non riusciva a darsi spiegazione dei lividi con cui tornava a casa dopo le lezioni, il papà aveva studiato un piano che si è rivelato efficace. Ha infilato nello zaino del figlio un registratore, ed ha atteso che il ragazzo tornasse a casa. Ha ascoltato con angoscia l'insegnante (e verosimilmente anche l'operatrice socio-assistenziale) insultare il giovane con epiteti pesantissimi, visto anche il contesto. «Sei soltanto un animale», gli avrebbero detto fra l'altro. Con quella registrazione è corso in caserma dei carabinieri. Ed è scoppiato il caso.  Le due donne arrestate lunedì dai carabinieri della sezione della procura e della stazione di Barbarano saranno interrogate stamattina in carcere dal giudice Massimo Gerace per la convalida. La professoressa Maria Pia Piron, 59 anni, residente a San Giovanni in Monte di Mossano (è assistita dall'avv. Roberto Pelloso) e l'operatrice incaricata dall'Ulss Oriana Montesin, 59, di Barbarano (avv. Paolo Marson), sono accusate di maltrattamenti verso il ragazzo. Avranno la possibilità di chiarire la loro posizione e di difendersi dalle contestazioni mosse dal pubblico ministero Barbara De Munari, che ha coordinato la rapida indagine dei militari comandati dal luogotenente Lorenzo Barichello e dal maresciallo Mauro De Francescantonio.
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Diego Neri
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