IL VINO

Una scoperta sorprendente quel cabernet di Pezzalunga

La filosofia produttiva è semplice: lasciar fare alla natura. Niente chimica e rifiuta l'irrigazione
Il “Rosso Santiago” prende il nome dal figlio del titolare
Il “Rosso Santiago” prende il nome dal figlio del titolare

Due terre: una rossa lavica, una marrone calcarea. Due sole etichette, immutati i propositi: lasciar fare alla natura. Su due ettari di terra, lunghi e stretti tanto da sembrare un rettangolo - da qui il nome dell'azienda “Pezzalunga” - sulle colline di Brendola, in località Monterosso, Gampietro Acco coltiva viti di Cabernet e Merlot secondo una filosofia non tanto biologica ma naturale.
Lui è un autodidatta, figlio d'arte: il vino lo faceva già il papà Giuseppe, che lo vendeva sfuso mezzo secolo fa. Fino ai vent'anni anche Giampietro ha seguito le vigne per poi passare a tutt'altro: commercializzazione - e un tempo, nel distretto di Sassuolo, anche la produzione - di piastrelle e arredi per il bagno, attività che costituisce tutt'oggi la sua principale occupazione.
Con una vocazione per così dire “di ritorno” a 62 anni ha ripreso ad occuparsi delle vigne: «Quelle attuali hanno 12 anni e sorgono su una piana a 133 metri dal livello del mare, particolarmente fertile e ben esposta». (...)

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Silvia Castagna

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