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Tutti in fila i vicentini dell'Unità

TESTI DELLA MEMORIA. I partecipanti alle guerre risorgimentali in un documento ritrovato da un appassionato. E davanti al Cimitero Maggiore due obelischi riportano la lista dei combattenti della città nelle guerre del Risorgimento
L’elenco dei combattenti vicentini dal 1848 al 1866
L’elenco dei combattenti vicentini dal 1848 al 1866
L’elenco dei combattenti vicentini dal 1848 al 1866
L’elenco dei combattenti vicentini dal 1848 al 1866

Il documento risale al 1868, due anni dopo la fine della Terza Guerra d'Indipendenza, e riporta l'elenco di tutti i combattenti vicentini dal 1848 al 1866. Garibaldini compresi.
A scovarlo, sotto un mare di carte in Bertoliana, il professor Luciano Parolin: «Stavo conducendo la mia ultima ricerca sulle lapidi che sono affisse sui muri cittadini quando mi sono imbattuto in questi fogli consunti. La cosa curiosa è che li ho trovati nella sezione dei monumenti ma nonostante il titolo stesso - "Monumento ai Volontari della città di Vicenza accorsi a difesa della Patria" - non c'è traccia di questo sui reperti marmorei o in pietra presenti in città». Vero che nel piazzale antistante il cimitero monumentale due obelischi riportano i nomi dei concittadini che parteciparono alle imprese risorgimentali, ma non sono così precisi e dettagliati.
Potrebbe trattarsi anche della "brutta copia" del progetto di una stele da erigere da qualche parte, di sicuro comunque il reperto è eccezionale nella sua natura. Campagna per campagna, la suddivisione segue il rigido ordine della graduazione militare: dai colonnelli ai militi passando per i maggiori, i capitani, gli aiutanti, i luogotenenti, i tenenti, i sottotenenti e persino i medici, i porta bandiera e i cappellani. E tra le date non mancano quelle della "Campagna dell'Italia Meridionale gloriosa spedizione comandata da Giuseppe Garibaldi sbarco a Marsala notte dei Mille" compreso i nomi di coloro che "subirono con Garibaldi l'infortunio d'Aspromonte".
L'ultimo capitolo, annunciato da una croce, porta un titolo persino profetico: "Il magnanimo esempio de' nostri prodi spenti nelle pugne sanguinose per la gloria e l'indipendenza della Patria sia altare di concordia a' posteri". Sono tutti i morti in battaglia, cominciando dal primo, Luigi Giambonin, nel combattimento di Monte Sorio e terminando con Alessandro Dal Soglio, Giuseppe Maran, Antonio Tessari e Angelo Panozzo deceduti nel 1866. Inviato all'onorevole giunta municipale ed al sindaco Piovene Porto-Godi nobile Luigi, il documento riesumato da Parolin attende di rivedere la luce dei festeggiamenti ufficiali.

Roberto Luciani

Roberto Luciani

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