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Lane120 celebra gli anni d'oro con Pablito: gioie che vincono il tempo

C'era una volta... Più passa il tempo e più l'inizio assomiglierà a questo, quando si tratterà di raccontare la favola del Real Vicenza. La più bella favola che i tifosi biancorossi possano vantare. Perché alla fine, quella squadra, proprio quella, aveva qualcosa di speciale, inimitabile, ineguagliabile.

Il prossimo numero di Lane 120, che uscirà domani, venerdì 8 ottobre, con Il Giornale di Vicenza, parlerà proprio di Gibì Fabbri e i suoi "ragazzi" passati alla storia. Il racconto come sempre sarà ricco, particolareggiato, ricercato. Ci saranno interviste, approfondimenti, tabellini, percorsi storici, aneddoti. E poi i volti di chi ha reso celebre il Real. Nel settimo numero verrà trattato il decennio che va dal 1972 al 1982. Ovviamente non c'è solo il Vicenza di Fabbri, che arriverà dopo stagioni tormentate, amare. Come quella del 1974-1975, che sancì il ritorno del Lane in serie B dopo vent'anni consecutivi in A. Poi, nell'annata 1976-1977, la favola. Senza però un inizio esaltante. Tutt'altro. Il presidente Giussy Farina si affidò in panchina a Fabbri e la campagna acquisti suscitò mugugni. Franco Cerilli non era uscito bene dall'esperienza con la maglia nerazzurra dell'Inter, Giancarlo Salvi aveva 31 anni e per molti aveva già dato, poi c'era Paolo Rossi: uno scarto della Juventus che a Como aveva fatto più che altro panchina. Le premesse non erano delle migliori. Eppure... Vicenza subito promosso in serie A, Rossi, il futuro Pablito, il bomber che non ti aspetti con 21 reti. Andò addirittura meglio l'anno dopo. Il Vicenza arrivò secondo dietro alla Juventus ottenendo il miglior piazzamento di sempre. Tifosi in visibilio, e non solo quelli biancorossi, incantati dal gioco e dall'armonia in campo della Nobile provinciale.

Lane 120 celebrerà il biennio d'oro di Fabbri, raccontando anche la conclusione del ciclo felice, perché il calcio è così: dà e toglie. È fatto di stagioni che partono male e incredibilmente girano, di annate che promettono fuochi d'artificio e invece si rivelano disastrose. La stagione 1978-1979 si chiuse con la retrocessione del Vicenza e a quel punto il presidente Farina si avvalse di un'altra figura imprescindibile per la storia biancorossa, Renzo Ulivieri, solo in transito però. L'allenatore toscano, infatti, restò a Vicenza solo un anno e ottenne la salvezza in serie B. Lo si ritroverà più avanti, all'inizio degli anni Novanta. In panchina, all'alba del nuovo decennio (stagione 1980-1981), si sedette la bandiera Giulio Savoini, sostituito in corso d'opera da Corrado Viciani: quel Vicenza mai ingranò e retrocesse in serie C1. Segnali di ripresa l'anno dopo. Il Lane vinse la Coppa Italia di serie C e arrivò terzo in campionato. Biancorossi nelle vene, nel bene e nel male. Il viaggio continua e un altro pezzetto di storia, verso il grande compleanno, i 120 anni del Vicenza, è stato aggiunto.

Marta Benedetti

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