L'intervista

Lane, Rosso detta la linea: «Mercato? Nessuna frenesia. Gli infortunati da recuperare i primi veri acquisti»

Obiettivi, valore della rosa, sostenibilità del calcio in tempi di pandemia. E poi ancora le difficoltà della serie B, passando per il mercato di gennaio. È uno Stefano Rosso a tutto campo quello che si concede in una intervista che saluta il 2021, mostrando idee chiare su quello che dovrà essere il futuro del Vicenza.

 

Presidente, il progetto sportivo è in linea con le attese di inizio stagione?
«Direi di sì, ci manca qualche punto, ma le prestazioni ci sono sempre state. Se dovessimo vincere il recupero con il Chievo penso che saremmo dove pensavamo di essere a questo punto della stagione. Siamo una neo promossa e paghiamo un po' di inesperienza, ma stiamo crescendo e siamo fiduciosi».

L'attuale classifica rispecchia i valori della squadra?
«Non del tutto, le nostre prestazioni avrebbero meritato almeno 3-4 punti in più, ma come detto è un percorso di crescita, col passare delle settimane miglioriamo sempre di più e abbiamo ancora grossi margini per crescere».

L'emergenza sanitaria, unita a quella economica a causa del Covid, quanto influirà sulle prossime gestioni delle società calcistiche?
«Moltissimo, lo si vede già oggi, il mercato è bloccato e le società cominciano ad andare in difficoltà economica. È quasi un anno che gli stadi sono chiusi, i ricavi da ticketing sono azzerati, gli sponsor hanno cominciato a diminuire il proprio budget d'investimento... Ma prevedo il picco di difficoltà più avanti, con la prossima stagione. Servirà una vera e propria rifondazione del sistema, il calcio come lo abbiamo visto pre Covid non è più sostenibile, a partire dagli ingaggi».

Finora qual è il giocatore o i giocatori che l'hanno sorpresa di più?
«Non mi piace parlare dei singoli, ritengo che malgrado le innumerevoli difficoltà avute tutti abbiano fatto la loro parte con grosso impegno e dedizione. Più di una volta nelle difficoltà ci siamo uniti e abbiamo ottenuto risultati straordinari, vedi Cremonese e Brescia per citare due esempi, quindi un grosso plauso va a tutta la squadra e al mister e al suo staff. Queste sono cose che non vanno sottovalutate, dimostrano una forza non banale del gruppo, e sono convinto che i gruppi forti possano oltrepassare ogni ostacolo».

Siamo nel vivo del mercato di gennaio, che mandato ha avuto la direzione tecnica?
«Di fare il loro lavoro con intelligenza ed equilibrio. Questa squadra non va stravolta, va ritrovata. Le troppe assenze non ci hanno ancora detto quale sia il suo reale potenziale, quindi i primi veri acquisti arriveranno dal recupero degli infortunati. Poi l'esperienza ci insegna che a gennaio vi sono raramente grandi opportunità, è più un mercato di completamento, quindi va fatto con equilibrio e senza frenesia inutile».

I tifosi si attendono grandi rinforzi e maggiori investimenti per non rischiare di finire nella bassa classifica. Lei cosa risponde?
«I tifosi sono liberi di stimolarci e dirci come la pensano in ogni momento, ma devono avere fiducia nella società. Non deve essere la paura a condizionare le nostre scelte, ma una lucida analisi e gestione. Sappiamo che soffrono a non essere vicini alla squadra, e li aspettiamo sugli spalti il prima possibile, che siano 100, 1000 o 10000 posti, il Menti deve sempre essere esaurito».

C'è ancora l'obiettivo di stare nella parte sinistra della classifica?
«Certamente, la serie B è cortissima, bastano due vittorie e sei alle porte dei playoff. Noi dobbiamo sempre puntare a fare meglio, con la consapevolezza che per arrivarci bisogna essere umili, compatti e determinati. Voglio però chiarire che la cosa più importante quest'anno è mantenere la categoria, ma la nostra mentalità deve essere quella di provare, ogni domenica, a migliorare la nostra posizione in classifica».

Giocare senza tifosi è un danno morale ed economico, ma oggi è ancora possibile parlare di nuovo stadio?
«Oggi si mettono le basi per il futuro, se non ne parliamo oggi quando dobbiamo parlarne? Per progetti così importanti servono anni prima che volgano al termine, quindi è nostro dovere programmare ed iniziare oggi il percorso per arrivare ad avere una struttura idonea in futuro. Quindi la società, come già detto in precedenza, ha avviato uno studio di fattibilità, che ci indicherà, entro la fine della stagione, se e quali saranno le azioni possibili da attuare per migliorare il Menti».

Prima volta in serie B, le impressioni della famiglia Rosso?
«Campionato molto equilibrato e divertente, si può vincere e perdere con chiunque. Mi piace. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, quindi per la nostra mentalità imprenditoriale è manna dal cielo».

Mancini e Tronchin all'esordio in campionato... come procede il percorso del settore giovanile? Si può sognare di avere in futuro tanti vicentini in prima squadra?
«Si può e si deve, il territorio è ricco e va valorizzato. Questa è sempre stata la nostra filosofia. I giovani locali sono un patrimonio e noi abbiamo il dovere anche morale di provare a portarne in prima squadra il maggior numero possibile. E poi qui abbiamo degli esempi importanti, faccio un nome su tutti, Roberto Baggio. I nostri giovani devono sognare di poter fare un percorso come il suo e noi proviamo, attraverso il nostro settore giovanile e le nostre società affiliate, a coltivarne il maggior numero possibile. Ecco, un sogno che ho nel cassetto, è che da qui esca in futuro un altro Pallone d'Oro».

Eugenio Marzotto