L’ANALISI

Il Lane ora sa pungere
ma rimane indifeso

Prima linea Diaw non è andato a segno, ma si è distinto come uomo-assist
Prima linea Diaw non è andato a segno, ma si è distinto come uomo-assist
Prima linea Diaw non è andato a segno, ma si è distinto come uomo-assist
Prima linea Diaw non è andato a segno, ma si è distinto come uomo-assist

Alla ricerca del giusto equilibrio. Il nuovo allenatore del Vicenza Cristian Brocchi si è ritrovato ad intervenire su una squadra che denotava difficoltà in entrambe le fasi di gioco: pochi i gol realizzati e le occasioni importanti create, troppe invece le reti e le opportunità concesse agli avversari. Il nuovo atteggiamento tattico e la propensione a presidiare con più costanza la metà campo avversaria, inaugurati a Lignano, sembrano aver portato benefici tangibili per quanto riguarda il primo aspetto: 4 i gol segnati dal Vicenza al Pordenone, ben 18 i tiri in porta di cui 11 nello specchio. Di contro, le 12 conclusioni concesse agli avversari, di cui 4 nello specchio e 2 convertite in rete, certificano una fragilità difensiva persistente, che al momento relega la retroguardia biancorossa al quarto posto nella poco invidiabile classifica dei gol subiti: ben 14 in 7 partite; peggio hanno fatto solo Crotone (15), Alessandria (16) e Pordenone (19). Punte rivitalizzate La cura-Brocchi e il modulo 3-4-1-2, dunque, hanno fornito riscontri soddisfacenti per l’attacco biancorosso. Due punte sono andate in gol (Longo ha aperto le marcature, Meggiorini ha trasformato magistralmente il fondamentale rigore da lui stesso conquistato); altri due attaccanti, Diaw e Dalmonte, si sono dimostrati particolarmente pimpanti ed efficaci, come denotano le statistiche elaborate per noi da Linea Lane. Il centravanti di Cividale come sempre ha impressionato per le sue doti atletiche, correndo e lottando sull’intero fronte offensivo per tutta la partita: ben 12 i duelli vinti con i diretti marcatori avversari. Ancora una volta gli è mancata la precisione nella conclusione (in questo aspetto, magari, cominciano a pesare mentalmente le parecchie occasioni sprecate), ma il numero 9 è comunque risultato decisivo con gli assist forniti a Di Pardo e Taugourdeau per le loro marcature. L’azione del gol del marsigliese è nata da una palla difesa con tenacia da Dalmonte sulla linea di fondo: in quel momento il numero 34 ha vinto il suo terzo duello offensivo (su 6) e centrato il suo secondo dribbling vincente (sui 3 provati). Numeri positivi, che si aggiungono ai 2 tiri nello specchio della porta (su altrettanti tentativi) e ai 22 passaggi riusciti (su 25) in poco più di mezz’ora giocata da trequartista al posto di Proia. Centrali a denti stretti Non è stata impeccabile, invece, la prestazione del pacchetto difensivo. Fra i tre centrali il solo Pasini è sembrato quasi sempre sicuro e preciso negli interventi, mentre Padella alla sua destra e Cappelletti alla sua sinistra in più di un’occasione hanno faticato un po’ a contenere le iniziative di un attacco tutt’altro che irresistibile come quello neroverde: il peggiore del campionato, con soli 4 gol all’attivo. Padella è stato particolarmente impreciso nei passaggi (ben 12 gli errori di misura sui 34 appoggi per i compagni), ed è stato meno efficace di altre volte negli uno contro uno ingaggiati con gli avversari diretti, perdendo la metà dei contrasti (2 su 4) e 6 dei 14 duelli difensivi. In questo aspetto nemmeno Cappelletti è risultato performante (5 duelli difensivi persi su 13); inoltre il numero 23 del Lane nel corso della partita ha perso 4 palloni, 2 dei quali nella propria metà campo.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Guiotto

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