Ultimo passaggio

La lezione di Sorrentino. Lane, adesso non ti disunire

La delusione dei giocatori biancorossi (Foto TROGU)
La delusione dei giocatori biancorossi (Foto TROGU)
La delusione dei giocatori biancorossi (Foto TROGU)
La delusione dei giocatori biancorossi (Foto TROGU)

Adesso la prima cosa da ficcarsi in testa è che il Vicenza non è retrocesso per lo sciagurato secondo tempo di Cosenza. I biancorossi sono stati in zona retrocessione per circa 37 partite e mezza: con un finale coraggioso e generoso si erano guadagnati il diritto di sognare, ma purtroppo alla fine la Grande Impresa non c'è stata. Amen. Ora, dopo essersi fatti (tanto) male, la prima cosa è evitare di farsene ancora. È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è una pellicola memorabile. Molti sono i passaggi destinati a restare nel tempo. Uno di questi è l'accorato appello del regista Antonio Capuano (mentore dello stesso Sorrentino) al giovane Fabietto travolto dal dolore: «Non ti disunire Fabio, non ti disunire».

Lasciamo il tragico sipario del Golfo di Napoli e spostiamoci in quello altrettanto tragico della Sila aspra e severa. Anche lì c'è un lutto da elaborare, anche lì deve partire un accorato appello: «Non ti disunire Lane, non ti disunire». La (legittima) rabbia può giocare brutti scherzi. La voglia di giustizia sommaria non porta da nessuna parte. Certo, chi ha reso possibile questa sciagurata stagione dovrà dare delle spiegazioni. Con sincerità e umiltà. Chi ha commesso tanti e tali errori dovrà essere messo nelle condizioni di non commetterne più. Chi ha tradito la fiducia del popolo biancorosso dovrà risponderne. Ma l'ira fine a se stessa non giova a nessuno. Il cammino per uscire dal pantano della Serie C deve cominciare oggi. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Ma guai ad abbandonarsi alla logica del tutti contro tutti e della resa dei conti. Può voler dire C per 10 anni. Non ti disunire, Lane. 

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Giancarlo Tamiozzo