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La presa di posizione

Vicenza-Padova, gli scontri e l'agguato al bus. Stefano Rosso e i soci pronti a lasciare se succederà ancora

La dura condanna del presidente biancorosso e degli azionisti in merito agli episodi violenti accaduti al termine della gara di domenica al Menti.

Fatti incresciosi. Fatti da condannare senza se e senza ma. E fatti che - inevitabilmente - provocano delle reazioni. Il lancio di sassi, bottiglie e fumogeni contro il bus dei tifosi padovani viene condannato con forza da Stefano Rosso, presidente del L. R. Vicenza, e da tutti i soci. 

Le parole di Stefano Rosso

Il massimo dirigente biancorosso, che ha affidato il suo pensiero a una storia su Instagram, usa poche parole. Molto incisive. «Queste cose non hanno nulla a che vedere col calcio», scrive Rosso. «Queste cose rovinano il calcio», aggiunge. E poi la frase finale, decisamente forte: «Queste cose potrebbero farmi smettere col calcio».

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Come interpretare tutto questo? Ragionevolmente si tratta dello sfogo di un presidente amareggiato, già deluso per i risultati che non arrivano e ora suo malgrado costretto a fare i conti con un brutto episodio che, pur non essendo collegabile al club, alla città e alla stragrande maggioranza dei tifosi, lascia comunque il segno. 

L'assemblea dei soci

Alle parole di Stefano Rosso ha poi fatto seguito la nota diffusa dalla società al termine dell'assemblea ordinaria dei soci, che si è riunita oggi e ha approvato il bilancio per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2023.

Nel corso della riunione, «gli azionisti hanno voluto ribadire il proprio rammarico e la propria ferma condanna rispetto agli episodi di violenza verificatisi al termine della gara contro il Calcio Padova. I soci, inoltre, desiderano sottolineare come tali avvenimenti possano portare ad allontanare dallo stadio i tifosi e le famiglie che hanno il diritto di condividere e vivere la propria passione sportiva in sicurezza, oltre a danneggiare l’immagine del Club stesso e a minare la presenza e la continuità nel progetto degli investitori».

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