<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
L'intervista

Stefano Giacomelli: «A Mantova sono rinato. Da giorni non dormo pensando al mio ritorno al Menti»

Il grande ex biancorosso torna al Menti da avversario


L’ultima bandiera del Vicenza torna al Menti venerdì con una maglia diversa addosso e undici anni di ricordi, 363 presenze tra gioie e sofferenza. Stefano Giacomelli ha vissuto il periodo più difficile del Lane, fatto di retrocessioni, fallimenti, promozioni e ricadute. Eppure con orgoglio spiega: «Vicenza rimane la mia casa, non smetterò di ringraziare la società per avermi accolto».

Giacomelli, si aspettava un Mantova primo in classifica e un Vicenza così lontano dalla vetta?
«No, ma è presto per fare un bilancio. Per quanto riguarda il Mantova l’unico obiettivo è crescere partita dopo partita senza avere l’assillo del risultato. Stiamo stupendo un po’ tutti per il calcio che proponiamo, in cui ogni giocatore è coinvolto e penso che meritiamo di essere primi. Il Vicenza? Io continuo a pensare che sia la squadra più forte del campionato e che la classifica adesso non significa molto, vale sia per noi che per il Lane, il tempo per recuperare c’è tutto. E penso anche che la squadra di Diana finora abbia raccolto meno di quanto meritasse».

Lì a Mantova sembra che funzioni tutto
«È una società ripartita dalle macerie, dopo un ripescaggio, con quasi tutti giocatori nuovi. Ma staff, squadra e tifosi stanno andando insieme su un’unica strada, è un mix di cose che funziona. E poi c’è un modello di gioco che piace, difendiamo in un modo, attacchiamo in un altro, occupando gli spazi da squadra e la cosa bella è che anche chi gioca meno sa cosa fare, in serie C nessuno gioca come noi. Al Menti cercheremo di imporre il nostro gioco, come abbiamo sempre fatto in campionato».

Com’è stato l’inserimento a Mantova? 
«Pensavo fosse difficile ripartire da zero e invece qui sono rinato grazie al gruppo e al mister. Sono coinvolto, sento la fiducia di tutti, l’opposto di quello che provavo a Vicenza»

Hai lasciato Vicenza come volevi?
«Io devo ringraziare il Lane per tutto quello che mi ha dato in un 11 anni, non è facile nel calcio di oggi legarsi così tanto a una maglia, forse per questo mi aspettavo un addio diverso. Ma le storie d’amore hanno un inizio e una fine e a volte le cose non vanno come vorresti. Per me è stato doloroso andare via, poi il calcio è fatto di scelte e ho accettato di separarmi. Avevo tanta voglia di giocare e ora a Mantova so che posso dare ancora molto»

I tifosi si sono sempre un po’ divisi su Giacomelli giocatore
«Ma alla fine penso di aver lasciato un bel ricordo perchè ho sempre dato tutto per la maglia. Il calcio è fatto di alti e bassi, ma l’affetto per il Lane rimarrà per sempre, quella curva io non la scorderò mai»

Renzo Rosso potrebbe lasciare nel caso in cui il Vicenza non andasse in B
«Capisco la delusione del patron ma deve tenere duro perchè le soddisfazioni arriveranno. In questo mondo è difficile trovare una proprietà così solida, Vicenza se la deve tenere stretta»

Che accoglienza ti aspetti al Menti?
«In questi giorni faccio fatica a dormire, all’uscita dei calendari, ho guardato subito quando ci sarebbe stata la gara al Menti. Percorrere il tunnel che porta al campo sarà davvero strano, poi penserò al mio Mantova. Di certo se entro in campo e segno non esulterò»

Hai vissuto tutte le stagioni della gestione Rosso. Cosa non funziona ancora nonostante gli investimenti fatti?
«È difficile spiegarlo, credo che la retrocessione dalla B alla C, abbia cambiato tutte le prospettive. Si vince con tante componenti non solo economiche o tecniche. Quando si perde, spesso si dà la colpa alla mentalità che manca, ma in realtà ci tanti fattori in ballo, il Lane deve solo crederci fino alla fine».

Eugenio Marzotto